Ripulita l’area tra Via Mar Grande e Via Golfo di Taranto

Se seguite con assiduità il nostro blog e la nostra pagina Facebook, ricorderete sicuramente la nostra denuncia relativa al degrado nelle aree immediatamente vicine all’Isola Ecologica Salinella, in Via Golfo di Taranto, e la nostra partecipazione il 10 Agosto scorso alla trasmissione “SOS Estate” di Studio 100, durante la quale denunciammo nuovamente quello stato di degrado – oltre a diverse altre situazioni nel quartiere Salinella.

Facendo seguito a quella trasmissione, e così come concordato con il Consigliere Comunale Vincenzo Fornaro, lo scorso 5 Settembre inviammo all’Ufficio Ambientale della Polizia Municipale – e per conoscenza all’Assessore all’Ambiente e Salute Dott. Rocco De Franchi – una denuncia formale riguardo lo stato di degrado delle già menzionate aree:

Oggi, 21 Ottobre 2017, siamo lieti di potervi dire che finalmente è stata iniziata una radicale pulizie delle aree, che sicuramente sarà completata nei prossimi giorni vista la vastità dei terreni.:

All’Amministrazione Comunale e al Consigliere Fornaro va il nostro ringraziamento per aver dato seguito al nostro esposto, un piccolo passo per il ripristino del decoro di un quartiere troppo spesso dimenticato e lasciato a sé stesso.

L’Osservatorio su Studio 100 TV (SOS Estate – Reclami in TV)

Nel pomeriggio di ieri, 10 Agosto 2017, il nostro Osservatorio ha potuto partecipare – in diretta – alla trasmissione “SOS Estate – Reclami in TV” di Studio 100 TV.

Quello che segue è l’estratto della trasmissione, per la quale ringraziamo la redazione ed in particolare il Dott. Angelo Caputo. E’ stata un’importante vetrina per le testimonianze degli abitanti del quartiere.

 

La Salinella, l’erba ed i topi

Questo video riporta le mail inviate al Comune di Taranto gli scorsi 10 e 20 Luglio (ambiente@comune.taranto.it – Dipartimento “Ambiente Salute Qualità della Vita”, le cui competenze e funzioni sono riportate qui):

Abbiamo chiesto lumi riguardo la pulizia della campagna di via Mar Grande (zona evidenziata in giallo nelle fotografie allegate).

Abbiamo segnalato la presenza di zecche, di zanzare, abbiamo riportato la possibilità che qualcuno possa appiccare il fuoco appiccando un incendio in una zona nella quale c’è una piccola oasi nella quale sono presenti diverse specie animali.

Abbiamo segnalato la presenza di topi presso l’Isola Ecologica di Via Golfo di Taranto, e in tutte le mail abbiamo sempre inserito i nostri riferimenti telefonici e non.

Oggi, 28 Luglio 2017, aggiungiamo che i topi sono presenti anche nell’area (recintata) in cui ogni Domenica mattina viene organizzato il “Mercatino delle Pulci”…che a questo punto potremmo ribattezzare “Mercatino dei Topi”. La situazione è diventata insostenibile, e potete verificarlo voi stesso dando un’occhiata al video – dal minuto 2.00 sono chiaramente visibili i topi.

Chiediamo al Comune di Taranto di intervenire quanto prima nel sollecitare chi di competenza, ridando dignità ai cittadini del territorio, a chi la Domenica lavora al mercatino e chi quel mercatino lo visita, così come va data dignità a chi lavora presso l’Isola Ecologica.

Un’ultima richiesta la rivolgiamo a quanti, invece, utilizzano proprio l’Isola Ecologica come se fosse una discarica: la maggior parte dei rifiuti ripresi e mostrati nel video non dovrebbero essere lì. Mobili, frigoriferi ed altri elettrodomestici vanno smaltiti nella maniera corretta. Esiste un servizio chiamato “ritiro ingombranti”, gratuito e a cura dell’AMIU di Taranto, tramite il quale è possibile concordare il ritiro dei rifiuti cosiddetti ingombranti”. Basta chiamare il numero 800013739, e funziona: chi vi scrive lo ha utilizzato più volte.

Utilizziamolo tutti, è un nostro diritto, ma è anche un nostro dovere.

Operazione Super Santos: un successo

Questo è il risultato finale del nostro lavoro, e ne siamo più che contenti, essendo riusciti a restituire la piazzetta ai cittadini del territorio:

Proprio a loro rivolgiamo il nostro invito: adesso tocca a voi. Cerchiamo – tutti – di non sporcarlo: la mattina dopo la prima pulizia era già tutto sporco di escrementi di cani.

Basterebbe poco per mantenere questa piazzetta pulita, per far sì che sia veramente un punto di incontro per la gente del quartiere che ha voglia di fare due chiacchiere, o uno spazio aperto per i bambini affinché possano giocare spensieratamente.

Noi abbiamo fatto il nostro, ed abbiamo altre idee per migliorare ulteriormente questo spazio “bene comune”.

Collaboriamo tutti quanti affinché resti tale.

Operazione Super Santos (parte 2)

“Quando avviene l’irreparabile, tutti tentano sempre il grande sogno mai realizzato. E tutti dicevano di aver assistito a un loro cugino o amico fraterno che c’era riuscito. Questo sogno era poter con un accendino sciogliere un po’ di plastica intorno al foro sul pallone. Coprire meticolosamente il foro, quindi fargli la bucatura, come si dice per le ruote delle auto. Portare il pallone dal gommista e farlo rigonfiare. Nessuno c’è mai riuscito.”
Roberto Saviano, “Super Santos“.

Il nostro sogno continua, c’è un lavoro da finire: proseguiremo i lavori di ripristino della piazzetta tra Via Mar Grande e Via Salina Piccola (nei pressi dell’ufficio postale) anche Lunedì 17 Luglio, dalle ore 18.30 alle 21.30 circa.

C’è da finire la pulizia, e se possibile vorremmo riadattare alcune pedane per ripristinare le panchine (4 in totale) presenti nella piazzetta.

Vi aspettiamo, muniti di guanti, sacchi della spazzatura, zappe, rastrelli, se possibile un decespugliatore e buona volontà…ma va bene anche un bicchier d’acqua e un po’ d’incoraggiamento 

L’invito è rivolto a tutti coloro che vorranno e potranno collaborare.

Grazie a nome dei ragazzi dell’ OPS – Osservatorio Permanente Salinella.

Operazione Super Santos

«Il Super Santos diventava il simbolo di tutto quello che volevi fare: divertirti, stare all’aria aperta, giocare, correre… Era un modo di concepire la vita». Roberto Saviano, “Super Santos”.

Il Super Santos è uno dei palloni più utilizzati dai ragazzi di tutto il mondo per giocare per strada. Nasce nel 1962 dall’intuizione di Stefano Seno, un operaio della Mondo spa, che si ispirò alla vittoria del Brasile nei campionati del mondo.

Da allora, ha accompagnato la crescita di milioni di ragazzi: due porte realizzate con pietre o zainetti scolastici a 9-10 passi di distanza, un Super Santos e cominciavano i sogni di gloria nell’olimpo del calcio.

E’ da questo sentimento “nostalgico” che nasce l’«Operazione Super Santos»: l’idea principale è quella di pulire il parco per riportare i bambini in piazza per farli “giocare a pallone”, come facevamo noi ragazzi 10-15 anni fa. Restituire quindi gli spazi comuni ai cittadini del quartiere Salinella, protagonisti e primi attori della vita del territorio.

E’ con questo spirito che ci incontreremo Lunedì 10 Luglio alle ore 18.30, muniti di guanti, sacchi della spazzatura, zappe e buona volontà, presso la piazzetta sita tra Via Mar Grande e Via Salina Piccola (nelle vicinanze dell’ufficio postale della Salinella).

L’invito è rivolto a tutti coloro che vorranno collaborare. Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/145838322633032/

Grazie a nome dei ragazzi dell’OPS – Osservatorio Permanente Salinella.

Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, una realtà tutta da scoprire

ABFO: UNA REALTÀ TUTTA DA SCOPRIRE, VANTO DEL QUARTIERE SALINELLA E DELLA CITTÀ TUTTA.

Di seguito potrete leggere l’intervista ad Andrea Occhinegro presidente dell’Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, e al volontario Massimiliano Pagliara. Con poche risorse a loro disposizione ma armati di costanza, volontà e amore per il prossimo, questi, insieme ad altri giovani volontari, hanno dato vita ad un faro di carità nel quartiere Salinella.

1) ABFO Associazione Benefica Fulvio Occhinegro. Una delle realtà “belle” di Taranto. Nata nel 2005 e in prima linea per l’accoglienza dei più deboli e indifesi della città. Andrea, come è nata l’idea di occuparsi di questa realtà?

La nascita è legata ad un evento triste, la morte di mio padre, dopo la quale noi figli, insieme ad altri amici, fondammo quest’associazione dedicandola a lui. Partimmo da un evento luttuoso per trasformarlo in qualcosa di positivo, e la povertà è stato il nostro target. Fondamentalmente ci dedichiamo alla povertà del territorio. Se volessimo definire l’attività, quasi esclusiva dell’associazione, è quella dell’accoglienza e assistenza dei bisognosi, che siano famiglie, o persone senza fissa dimora, quelli sono i nostri campi principali. Ma non solo: quest’estate, per esempio, ci siamo dedicati anche all’aiuto ai migranti.

2) Com’è strutturata l’organizzazione sul territorio e quali sono i servizi offerti?

L’associazione possiede come unica sede operativa la ex scuola Archimede in via Lago di Montepulciano. L’organizzazione prevede l’accoglienza notturna di circa 50 persone senza fissa dimora, dalle ore 20.00 alle ore 8.00, a prescindere dall’accoglienza riservata agli extracomunitari. Abbiamo avuto periodi in cui il numero è calato, altri in cui è aumentato, ma ci attestiamo su queste medie. Parliamo dei senza fissa dimora abituali di Taranto, per i quali è prevista una cena,consistente in pasti provenienti dall’esterno attraverso una rete d’amicizia costituita da pizzerie e panifici, e in una colazione al mattino. Mentre altri servizi gratuiti come doccia, consegna di vestiario, assistenza sanitaria (alcune persone sono sprovviste anche del medico di famiglia),consulenze mediche e legali sono svolti dai volontari del centro di accoglienza notturna.

Poi ci sono servizi legati alle famiglie di Taranto, svolto attraverso la distribuzione di generi alimentari e tramite un consultorio con servizi psicologici, legali, e medici.

Non di meno offriamo anche occasioni di svago per i bambini, mediante una sala ludica, e occasioni per accrescere la propria formazione attraverso una nuova sala convegni recentemente sede di un corso di primo soccorso.

3) Massimiliano, cosa ti ha spinto a prendervi parte?

L’associazione l’ho conosciuta parecchia anni fa in maniera casuale, acquistando un paio di scarpe presso un negozio la cui titolare è una volontaria ABFO. Sia io che mia moglie siamo sempre stati portati per il sociale, pronti a dare, nel nostro piccolo, una mano alle persone che ne hanno bisogno. Ci siamo affacciati all’associazione ABFO e ci siamo accorti che realmente è un’associazione che si occupa di persone che hanno davvero bisogno. Col passare del tempo, con l’aiuto dei volontari -dico sempre che sono la nostra forza- e del presidente, abbiamo iniziato a seminare e grazie a Dio possiamo dire che oggi, grazie all’ABFO che per mia esperienza è un insieme di persone davvero disposte ad aiutare il prossimo, i primi risultati sul territorio iniziano a vedersi. E’ questo che mi spinge ancora oggi a far parte dell’associazione.

4) Andrea quali sono i fondi economici utilizzati dall’associazione?

E’ facile intuire che mantenere tutta questa “orchestra” non è semplice dal punto di vista economico, anche perchè siamo noi a provvedere alla manutenzione di eventuali guasti che,considerando una grandissima utenza, accadono giornalmente. Le fonti economiche della nostra associazione sono costituite dal 5×1000 con cui abbiamo 9000-10000 € l’anno, i quali nonostante siano una cifra importante non sono sufficienti a gestire tutto. Gli unici fondi pubblici provengono dal bando “Pronto Intervento Sociale” vinto dall’associazione qualche anno fa grazie al quale riusciamo a garantire alla città un intervento di natura sociale h24 ogni qualvolta i servizi civili del comune non sono disponibili (ad es. durante le festività, durante la notte, ecc…). Inoltre esiste una convenzione stipulata con la prefettura di Taranto, riguardante l’accoglienza degli extracomunitari, il cui termine è previsto entro il primo dicembre 2014 salvo proroghe. I fondi garantiti da tale convezione, i quali ufficialmente provengono da Roma, prevedono 27.50 €/giorno per ogni persona. Naturalmente solo una piccola quota di questa somma, pari a 2.50 €, viene percepita direttamente dagli extracomunitari, mentre il resto è desinato a tutte le cooperative e associazione, quali la caritas, aderenti alla convenzione e che devono garantire h24 tutta una serie di servizi. Ovviamente questi servizi offrono la possibilità di assumere delle persone ed è questo per me l’aspetto più importante. Difatti abbiamo potuto assumere 10-15 persone selezionate tra le famiglie povere che seguivamo, dando loro l’opportunità, per tre-quattro mesi, di ricevere un piccolo stipendio. Persone che fino al giorno prima non ricevevano nulla. Ecco come si è raggiunto un duplice scopo. Ma di fatto tutto questo è realizzato senza fondi pubblici (la convenzione con la prefettura riguarda solo l’accoglienza degli extracomunitari e non il centro di accoglienza notturno o l’assistenza alle famiglie, attività completamente gratuite). Lo dico perchè è un dato di fatto. E’ stata anche una nostra scelta quella di non ricevere fondi pubblici nonostante a livello comunale abbiano pensato che sarebbe stato giusto fornire dei contributi. Infatti facendolo gratis abbiamo la possibilità di dimostra che lo facciamo perchè lo vogliamo fare. Se ci fossero stati finanziamenti avremmo rischiato che tante altre associazione, non mosse dagli stessi fini, si sarebbero catapultate pur avere accesso a questo denaro. Basta girare su internet per farsi un’idea dei costi dei centri di accoglienza notturni come il nostro. Arrivano a costare mediamente intorno ai 500000-600000 €/anno, soldi che la città sta risparmiando.

5) Quest’estate vi ha visti protagonisti nell’emergenza immigrazione. Insieme a centinaia di volontari avete accolto queste famiglie e questi ragazzi. Come è stata strutturata l’assistenza?

Rispetto a tutte le altre strutture, come la Ricciardi o l’ex mercato del rione Tamburi, eravamo già organizzati, ed è stato un po’ più facile. Avendo dato alla Prefettura la disponibilità all’accoglienza anche di donne incinte e bambini piccoli, non abbiamo puntato sui grandi numeri, ma abbiamo cercato di garantire un certo livello di qualità, arrivandone ad ospitare 20-35 persone a differenza del grande numero di persone ospitate in altri luoghi. Senza dubbio la gestione di un così piccolo numero è stato anche più facile rispetto a tutti gli altri centri, ma non sono mancate le difficoltà avendo anche bambini di pochi mesi, nati durante il viaggio.

6) Quali altri difficoltà ci sono state?

Le donne incinte per esempio, alcune delle quali richiedevano di esser seguite attentamente dal punto di vista sanitario, con visite periodiche in ospedale, senza contare le donne che avevano minacce di aborto. Insomma, portare le gravidanze a termine non è stato semplice. In particolare ricordo il caso di una ragazza che ha partorito all’ospedale di Taranto, ma che per circa un mese è stata ospite di una nostra volontaria. Notizia che peraltro ha avuto anche risalto nazionale.

Nessuna difficoltà, invece, a collaborare con le autorità cittadine. Tranne per primi giorni in cui è scattata l’emergenza, il comune ha fornito la massima disponibilità, nonostante avessimo nostri medici e ci fossimo organizzati anche per il cibo.

7) Massimiliano, come valuteresti la risposta da parte degli abitanti del quartiere?

Molto positiva da tutti i punti di vista. Personalmente non me l’aspettavo. Le donne del quartiere che son venute per interessarsi di tutto ciò che era necessario, dal cibo all’abbigliamento, fino a prestarsi per svolgere attività varie. E col passare del tempo, c’è stata una risposta anche dei mariti venuti per chiedere se potevano essere d’aiuto all’interno della struttura e che tuttora proseguono a fornire beni presentandosi periodicamente nella struttura.

8) E la risposta da parte della Parrocchia?

Dalla parte del parroco don Pinuccio e della parrocchia Santa Famiglia c’è stata immediatamente la più completa disponibilità, soprattutto per quanto riguarda l’impianto sportivo messo a disposizione tutti i giorni per svolgere attività fisica, cosa molto gradita ai ragazzi, senza contare la disponibilità ai momenti di preghiera in struttura e la donazione di capi d’abbigliamento da parte dei parrocchiani. Importantissimi anche gli efficaci avvisi letti al termine delle messe, grazie ai quali la gente si recava a portare assistenza.

9) Andrea quali sono i progetti futuri dell’associazione?

Il nostro obiettivo sarà quello di ristrutturare meglio la sede con l’aggiunta anche di un ambulatorio medico di base entro Natale. Quando siamo entrati nel gennaio 2013, abbiamo trovato questa struttura comunale utilizzata dalla provincia come scuola, in condizione pessime: maniglie e serrature del tutto assenti, bagni che non esistevano. Il comune aiuta in minima parte intervenendo qualche volta nei lavori riguardanti il riscaldamento o l’impianto idraulico.

Inoltre vorremmo coinvolgere la parrocchia Santa Famiglia nelle attività svolte nel nostro consultorio. Se dovessero arrivare fondi europei per ristrutturare la struttura ben venga. Ma per adesso andiamo avanti così.

10) Andrea, secondo te è sostenibile questo tipo di accoglienza dedicata alle migliaia di extracomunitari diretti verso il nostro Paese?

Ti rispondo contro corrente: No, per quanto mi riguarda, il governo italiano ha fatto una serie di errori a mio avviso grossolani. A partire dalla scelta di Taranto, una città che ha già una crisi grandissima, come luogo in cui inviare migliaia di persone. Certo moltissime sono poi partite, però di fatto il governo italiano dovrebbe ricordarsi di Taranto per i problemi che ha, non solo perchè la considera strategica per il discorso industriale e per l’accoglienza degli immigrati. Ripeto, noi abbiamo dimostrato di aiutare e di voler aiutare in futuro gli immigrati poichè obiettivamente se sono persone bisognose noi siamo nati per aiutarli e li aiuteremo per tutta la vita. Però, che il governo italiano decida di riservare solo a due-tre città in Italia il compito di affrontare questa emergenza non è né corretto né giustificabile. Il problema è troppo grande per essere affrontato solo da pochissime città italiane. A mio parere, la soluzione ideale consisterebbe in un impegno da parte di tutte le città italiane, o come auspico il governo dovrebbe imporsi a livello europeo. Siccome no ha una forza tale da imporsi a livello europeo, l’Europa scarica l’Italia e quest’ultima fa queste scelte a mio avviso sbagliate . Purtroppo non credo di poter cambiare idea su questo fronte . Un conto è l’amore che noi abbiamo dimostrato non solo come associazione ma come città di Taranto, di cui dobbiamo essere orgogliosi.

11) Quale sarà il futuro delle persone ospitate nel dormitorio?

Lì ci sono problemi riguardo il loro inserimento sociale. Prima di ottenere la struttura del dormitorio seguivamo i senza fissa dimora per strada e onestamente i risultati erano estremamente ridotti (1 su 100 veniva reinserito). Fortunatamente ora la percentuale è in aumento. Grazie alla sede abbiamo seguito queste persone in una maniera più attenta e vicina rispetto al passato osservando diversi casi di persone che, prive di tutto e residenti presso la nostra struttura, si sono reinserite nella società mediante alcuni lavoretti. Tutto questo grazie all’aiuto degli amici, dei volontari e del presidente. Molte donne, ad esempio, assunte come badanti hanno avuto la possibilità di lasciare il dormitorio e trasferirsi in un piccolo appartamento in affitto. Oppure tanti ragazzi che si sono inseriti in un contesto lavorativo, come piccole ditte edili o aziende di pulizie, potendosi anche loro permettere dei piccolo appartamenti in affitto. Fra l’altro, molti di loro avevano dei diritti di cui ignoravano l’esistenza. Alcune persone avevano maturato la pensione, ma non ne erano a conoscenza ed erano costretti a vivere per strada da due o tre anni. Nel momento che le seguiamo tutti i gironi, l’aiuto non si limita al letto e a un pasto caldo. Questi sì sono aiuti importanti, ma rappresentano solo l’inizio. Standoli vicino si conoscono le loro storie e si fa di tutto per aiutarli.

12) Di cosa ha bisogno l’associazione in questo momento?

I generi alimentari a lunga conservazione sono sempre ben accetti. Purtroppo non diremo mai che è sufficiente quel che abbiamo.

Le tue idee per Taranto

Il Comune di Taranto chiama e la Salinella non risponde

Il Comune di Taranto decide di incontrare il quartiere Salinella ma sembra essere un urlo nel deserto.

Il 17 Ottobre 2014 presso l’auditorium Santa Famiglia si è tenuto l’incontro dal titolo “ Le tue idee per Taranto”.

Dal giorno 4 Luglio 2014 il Comune di Taranto ha deciso di incontrare gli abitanti di ogni singolo quartiere della città di Taranto. Il 17 Ottobre è toccato al quartiere salinella che puntualmente si è dimostrato non interessato verso queste iniziative.

In tutto questo però ci sono sempre le eccezioni che permettono di non far morire quella parola chimata speranza per un quartiere migliore. Stiamo parlando di alcuni giovani della parrocchia che presi per mano e guidati da alcuni moderatori hanno partecipato attivamente e portato a termine l’incontro.

L’incontro era diviso in varie fasi; nella prima fase ogni abitante doveva esporre le problematiche che secondo lui affliggono il quartiere. Nella seconda fase si doveva pensare a come risolvere queste problematiche. Nella terza fase invece si doveva pensare a quei servizi che mancano nel quartiere e nell’ultima fase pensare a come trovare le risorse per mettere in pratica le idee e le iniziative per rilanciare il quartiere.

L’intera platea si è attivata subito e da subito sono arrivati suggerimenti. Questi suggerimenti avvenivano attraverso dei post-it che ogni partecipante doveva dare al moderatore che con una grande capacità di sintesi doveva creare uno schema dove racchiudere tutti i suggerimenti.

Secondo voi quale fase è stata la più partecipata? Se avete risposto la prima allora avete passato almeno una giornata della vostra vita alla Salinella.

Il quartiere Salinella è un quartiere purtroppo lasciato a se stesso. Se il Comune potesse fare a meno di questo quartiere non ci penserebbe su due volte. I problemi sono svariati ma vorrei ricordarne un paio, i più “votati”; randagismo, mercato della domenica con relativa sporcizia, assenza delle forze dell’ordine per non dimenticare le buche nelle strade che sono ormai un pericolo costante e quotidiano per quei guidatori temerari che decidono di avventurarsi al quartiere salinella.

Nelle altre fasi si può immaginare soltanto quali siano state le idee proposte. Ad esempio per risolvere il problema del randagismo si potrebbe fare dei corsi per sensibilizzare la gente a sapersi relazionare con gli animali senza farsi prendere dalla paura, oppure creare un portale collegato alle forze dell’ordine dove segnalare in modo istantaneo tutto ciò che non va così da facilitare un pronto intervento nei giorni di maggiore confusione; idee che verranno poste all’attenzione degli organi competenti.

In tutto questo dov’erano gli abitanti della Salinella???? Ci si lamenta, ma poi quando c’è una possibilità se pur piccola di partecipazione preferiamo non sporcarci le mani.

Se vogliamo che il quartiere migliori allora dobbiamo essere noi i primi a volerlo a prescindere da chi amministra la cosa pubblica e denunciare ciò che non va bene, ciò che fa male alla nostra terra ed evidenziare tutte le potenzialità ed i pregi del quartiere e dei suoi abitanti.

Un quartiere che con le nostre idee e l’attiva partecipazione di tutte potrebbe essere di impulso per gli amministratori in modo tale da poter offrire, in un recente futuro, tanti di quei servizi che adesso non ci sono e che potrebbero migliorare la qualità della vita ed inculcare nell’animo di tutti un maggiore senso civico per il bene comune.

La Salinella e la sporcizia post-mercato

Quelle che vedete di seguito sono solo alcune delle fotografie scattate dal Parroco della Santa Famiglia nell’area mercatale antistante la Parrocchia stessa:

Riportiamo qui, integralmente, la sua denuncia su Facebook…non c’è altro da aggiungere, vero?

“Buongiorno a tutti.
Come al solito, dopo il mercato, anche questa mattina via Lago di Garda del Quartiere Salinella, si presenta come potete visionare nelle immagine allegate.
Oggi è sabato e la piazza resterà così, anche domani che è domenica!
Ma è proprio impossibile educare i commercianti a comportarsi civilmente, magari dotandoli di bustoni per la raccolta della spazzatura, sistemando intorno al luogo del mercato cassoni per il materiale ingombrante? E’ fuori da questo mondo chiedere che ci sia un pattugliamento nei giorni di mercato, non una tantum ma permanente, per multare coloro che non rispettano le norme?
Per non parlare delle erbacce che hanno raggiunto l’altezza uomo, dei maciapiedi non pavimentati, delle buche-voragini sulle strade, delle blatte da cui bisogna difendersi…
Ah dimenticavo: il Quartiere Salinella è periferia. E le periferie non interessano, perché non creano audience!
Buon pranzo a tutti.
P.S. Per piacere non dite solo che “mi piace”, ma commentate e diffondete. Più uniamo le nostre voci, meglio è!!!”

Dal Giro d’Italia all’Ilva: quatto chiacchiere con Gionatan Scasciamacchia

Intervista a 360° a Gionatan Scasciamacchia, giovane Assessore del Comune di Taranto: quattro chiacchiere sul Giro, l’Ilva, la differenziata e la situazione delle periferie

 

1997-2014: dopo 17 anni torna il Giro d’Italia. Cosa significa, per la città di Taranto, la presenza di questo evento nazionale in un contesto sociale e politico macchiato dagli avvenimenti legati all’Ilva?

Il Giro d’Italia è stato un evento eccezionale perché ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini, ma soprattutto tante persona che hanno dimostrato quanto sia importante la collaborazione, perché senza la gente non avremmo mai potuto ottenere un risultato così importante. Ma vedere tante persone contente, studenti, ragazzi, bambini, vedere tutte queste persone felici ci ha fatto veramente un grande piacere, anche perché era un evento che mancava da Taranto da 17 anni. Abbiamo pensato alla partenza per due motivi: il primo per rendere questo atto più convenevole e creare un clima familiare, anche perché l’arrivo crea soltanto attesa e l’emozione dura pochissimi secondi; quindi alla fine il tempo è davvero minimo per godere questi pochi istanti; e la seconda è perché la partenza costa di meno rispetto all’arrivo (circa 30.000€ contro gli 80.000€ dell’arrivo, somme finanziate dalla Regione Puglia, tramite l’assessore Minervini, mentre per quanto riguarda gli eventi collaterali sono stati finanziati da Puglia Promozione). Quindi il costo comunitario è stato pari a zero, e abbiamo solo speso circa 300.000€ (precisamente 287.000€) per rifare il manto stradale, specialmente quello delle strade coinvolte nel Giro d’Italia.

Questi 287.000sono fondi stanziati dal Comune di Taranto oppure dalla Regione Puglia?

giro a tarantoIl capitale è stato prelevato dai fondi comunali, ma non abbiamo utilizzato ciò che era stato previsto per il rifacimento delle altre zone della città. Per il rifacimento del manto stradale, le nostre previsioni si aggirano intorno ai 1.500.000€, divisi in tre lotti, e questi 300.000 sono stati prelevati da altri capitoli di bilancio: quindi, non abbiamo tolto risorse ad altre parti della città. L’amministrazione comunale ha stabilito il percorso anche in base alle strade che dovevano essere ristrutturate e ripristinate per l’occasione, risparmiando ulteriori fondi e creando un tragitto ad hoc.

Giustifica ciò anche a fronte dello stato di abbandono delle strade periferiche? Ci sono piani per il rifacimento di queste?

Assolutamente si. Abbiamo suddiviso la città in tre parti: quartieri Paolo VI e Tamburi, zona Borgo-Salinella e San Vito-Lama-Talsano. Sono tre lotti distinti e separati: abbiamo fatto un progetto che possa ricoprire l’intero rifacimento del manto stradale di Taranto. Le strade percorse al Giro erano in pessime condizioni: basti pensare a Via Garibaldi che era assolutamente inguardabile oppure il cavalcavia della ferrovia, nei pressi del porto Mercantile. Uno dei criteri per la manutenzione stradale è proprio la quantificazione delle auto che percorrono queste strade, quindi maggiore è il flusso veicolare e maggiori sono le possibilità di realizzare queste opere. Meno strade vengono percorse e più bassa è la loro priorità.

Dopo la disfatta del Pattinodromo in occasione della festa di San Giuseppe, abbiamo appreso dalle varie testate che la struttura sarà ristrutturata con risorse comunali: ci può dare ulteriori informazioni? Quali sono le tempistiche per la manutenzione ordinaria dell’impianto ed i costi che il Comune stesso sosterrà?
20140313_154045Una delle condizioni più importanti è stata quella di cercare di modificare quel bando, anche perché nessuna aveva partecipato all’affidamento di quella struttura, e abbiamo rivisto attraverso una delibera di giunta le modalità di affidamento. Il Comune di Taranto provvederà a ripristinare le parti che sono state divelte. Prossimamente, avremo un incontro con tutti gli organi di competenza interessati per cercare di trovare una soluzione al problema del mercatino delle pulci, che è adiacente al pattinodromo. Dopo aver ripristinato il tutto, si darà avvio alle nuove pratiche per l’affidamento. Tempi stimati? Non più di due mesi, verso la fine dell’estate dobbiamo avere già tutto pronto visto che verso settembre inizia la nuova attività sportiva.

Per prevenire ulteriori atti vandalici, il Comune ha valutato delle azioni per garantire la sicurezza dell’impianto sportivo?

Per quanto riguarda la vigilanza e la sicurezza, non è soltanto compito del Comune risolvere queste problematiche: in questi casi, è chiamata in causa l’intera cittadinanza perché l’inciviltà di alcune persone danneggia sempre la propria città. Bisogna cambiare mentalità e modo di vivere, affinchè si possa instaurare un rapporto istituzioni-cittadino. C’è ancora tanto da lavorare per cambiare questo stato culturale, specialmente in un quartiere come la Salinella. Il pattinodromo è stato divelto da ragazzini che volevano utilizzare le travi per il falò di San Giuseppe, un gesto vile da parte loro. Una ditta si è aggiudicata la gara una ditta che provvederà a ripristinare sia il campo scuola che il pattinodromo.

Il senso civico potrebbe portare anche alla realizzazione della Cittadella dello Sport sulla base del progetto esposto dall’avv. Russo e Boldoni?

Il senso civico è una questione che deve esistere in tutti quanti noi, in tutta la città: anche il non buttare la semplice carta per terra deve rientrare nel DNA del cittadino tarantino perché deve vedere la città come la sua casa. La Cittadella dello Sport è un passo importante anche perché c’è un’attenzione da parte della città e di tutta la Taranto sportiva. E’ un percorso difficile ma non impossibile: potrebbe, sicuramente, diventare un bene ed un patrimonio per questa città.

Sarebbe significativo anche se venisse fatto in un territorio come il quartiere Salinella?

Assolutamente sì, è proprio questo il nostro obiettivo. Ci sono delle aree comunali abbastanza ampie e predisposte ad ospitare la Cittadella dello Sport, come la zona adiacente al Palafiom. Non possiamo, assolutamente, trascurare le strutture esistenti: sarebbe come edificare una cattedrale in un deserto.

Potremo vedere cambiamenti nel quartiere, nell’immediato futuro?

Lo spero vivamente, anche perché possiamo fare tutti gli eventi sportivi immaginabili, come il Giro d’Italia, tornei internazionali di tennis da tavolo, però se non lasciamo qualcosa di concreto alla città, sarà stato vano il nostro lavoro. Questa è la mia preoccupazione maggiore:  non poter realizzare queste strutture che abbiamo in serbo di realizzare, con l’amministrazione comunale. E’ un lavoro di squadra, non bisogna mai sbagliare nulla altrimenti si fanno solo passi indietro. Ognuno di noi della giunta e del consiglio comunale ha prefissato di realizzare qualcosa di concreto per la città: è necessario realizzare strutture di questo genere per lasciare qualcosa di concreto alle prossime generazioni ed alle prossime amministrazioni.

Recentemente, nel nostro quartiere, ha preso inizio la raccolta differenziata per quanto concerne i rifiuti organici su richiesta degli abitanti stessi: l’iniziativa ha preso piede solo nel nostro quartiere oppure ci sono state altre richieste nelle varie zone della città?

La raccolta differenziata l’abbiamo fatta partire con l’organico nella zona di via Lago d’Alimini: un passo importante, considerata l’assenza dei contenitori adibiti alla raccolta indifferenziata. Abbiamo messo questi cassonetti anche contro la volontà di alcuni cittadini: ognuno di loro possiede una chiave con cui poter aprire il cassonetto condominiale, in modo tale che nessuno possa andare a gettare qualche rifiuto che non sia tra quelli indicati dal contenitore.  E’ sicuramente un progetto che abbiamo intenzione di diffondere nell’intera città per rendere Taranto più vivibile. Molti rifiuti vengono anche lasciati la domenica durante il mercatino delle pulci: a breve si concluderà un bando per l’assegnazione dei posti ed attraverso le varie adesioni avremo un controllo più accurato dell’intera area.

Randagismo alla Salinella: cosa ne pensa?

Il randagismo è un fenomeno ormai diffuso,  che però trova a stento una soluzione. Qui dovrebbe intervenire l’autorità competente, l’ASL (Azienda Sanitaria Locale). Il problema è sempre lo stesso: carenza di strutture da adibire per l’accoglienza di questi cani. Non tralasciamo che questo fenomeno è comune a tutte le città d’Italia. Inoltre, le normative vengono cambiate frequentemente ed è eclatante il caso del canile a stabulazione di Paolo VI che, una volta aperto, è risultato essere fuori norma a causa di alcune leggi modificate durante la sua realizzazione.

Qual è il suo pensiero da cittadino in riferimento a ciò che sta succedendo in città riguardo il caso Ilva ed il rischio ambientale? Quali potrebbero essere le mosse comunali?

Il sindaco ha fatto tutte le procedure per evitare un aggravamento dell’inquinamento. Il Comune, purtroppo,  ha poco competenza in materia ambientale, tranne per alcune emergenze per le quali l’intervento deve essere autorizzato dagli organi competenti come l’Arpa. Quando questa afferma che tutto è in regola,  il Comune non può provvedere a nessun tipo ordinanza. Viceversa, il Comune è sempre intervenuto con richiami in modo tale che l’inquinamento dell’ILVA rientrasse nei limiti di legge. Il problema è risolvibile solo attraverso una riambientalizzazione, bonificando le varie aree. In questa condizione non si può continuare ad operare: di fronte alla grande disoccupazione, l’ambientalizzazione dovrebbe portare anche numerose risorse sul territorio, senza le quali non riusciremo a risolvere il problema lavoro.

Anche se queste aziende sono, per la maggior parte, del nord?

Confermo. Bisogna puntare sulla bonifica: è l’unica strada percorribile in questo momento. Far chiudere l’ILVA significherebbe aumentare il tasso di disoccupazione e creare, quindi, un ulteriore aggravamento della situazione lavorativa dei vari cittadini tarantini.

Intervista a cura di Christian Cesario e Francesco Moretti