L’OPS consiglia… eventi per i prossimi giorni (dal 22 novembre)

COSA DOVE QUANDO
Natale in via Calamandrei, villaggio natalizio con il patrocinio dell’ACI. Fra le altre attrattive:

  • Mercatino natalizio
  • Babbo natale
  • Sport
  • Artisti di strada
Via Calamandrei(nei pressi della Concattedrale) Domenica 23 novembreOre 10.00 – 23.00
Premiata pasticceria Bellavista, spettacolo teatrale della compagnia Sipario AragoneseBiglietto intero: Euro 7,50

Biglietto ridotto: Euro 6,00

Teatro Padre TuroldoVia Laclos Domenica 23 novembreOre 19.00
Santa delle perseguitate, spettacolo teatrale sul tema della violenza sulle donne. In scena la storia di Santa, donna pugliese vittima di stalking. Per lei è in corso la causa di beatificazione.Biglietto: Euro 8,00 Auditorium TarentumVia Regina Elena, 122 24-25-26 novembreOre 21.00

Fabio Zavattaro racconta papa Francesco (e non solo…)

Che papa Francesco sia divenuto, ormai, un autentico fenomeno di costume è chiaro a tutti. Le sue parole sono quotidianamente su giornali, telegiornali, prime pagine dei siti web, ma soprattutto, sulla bocca di tutti. Risulta dunque interessante operare un’analisi del “fenomeno Francesco” e chi potrebbe farlo meglio di chi da più di un trentennio segue quotidianamente i papi nel loro ministero? No, non stiamo parlando di cardinali, vescovi o prelati di Curia; ma di un giornalista. Fabio Zavattaro segue i pontefici come vaticanista dal 1983, prima dalle colonne del quotidiano “l’Avvenire”, poi dai microfoni della Rai.

Nel suo ultimo libro, intitolato non a caso “Stile Bergoglio, Efetto Francesco”, Zavattaro cerca di raccontare come Jorge Mario Bergoglio stia cambiando la percezione che la gente ha del papa, cambiando ben poco di sé stesso e del suo modo di vivere il ministero episcopale.

Proprio per presentare questa opera, il vaticanista si è recato in visita al Santuario della Madonna di Fatima, a Talsano, dove si è tenuto il “libroforum” moderato dal parroco (e direttore di Nuovo Dialogo) don Emanuele Ferro.

Francesco si presentò come il papa venuto “quasi dalla fine del Mondo”, ma a ben vedere, Zavattaro ne è convinto, in termini di sfide pastorali l’America Latina è assolutamente centrale ai nostri tempi. E in quella prima uscita alla loggia delle Benedizioni sono individuabili altri elementi anticipatori di quella che poi sarebbe stata la condotta di Francesco sul soglio pontificio. Affacciato al celebre balcone accanto al neo-letto pontefice, infatti, si trovava il cardinale Agostino Vallini; non un porporato a caso, ma bensì il Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, colui che in vece del papa guida la Chiesa Capitolina; una scelta inconsueta e volta a sottolineare la volontà del pontefice di ridare centralità al suo ruolo di vescovo di Roma. Assieme a lui, accanto al papa, il cardinale Hummes, colui che sedeva accanto a Bergoglio nella Sistina e che, con il suo invito a non dimenticare i poveri, ispirò la scelta del nome al nuovo successore di Pietro, come raccontato dallo stesso pontefice all’indomani dell’elezione.

Non sono mancate domande da parte dei presenti, in particolare sulle innovazioni che il pontificato di papa Francesco potrebbe apportare. Sullo spinoso tema del celibato dei sacerdoti, dopo aver risolutamente negato che possa essere una soluzione al problema della pedofilia nel clero (“Sarebbe un insulto per le stesse donne”, ha chiosato don Emanuele), Zavattaro ha sottolineato che già al giorno d’oggi sono presenti nella Chiesa Cattolica sacerdoti legittimamente sposati. Accade, ad esempio, nelle Chiese greco-cattoliche, nelle quali il celibato resta, tuttavia, obbligatorio per i vescovi. Inoltre, in tempi recenti alcuni sacerdoti anglicani, sposati e con famiglie, hanno lasciato la Comunione Anglicana per riunirsi a Roma. Da qui a dire che avere sacerdoti sposati possa divenire la regola, però, passa molto…

Non poteva mancare, in questo incontro, sebbene dedicato a papa Bergoglio, un ricordo di Giovanni Paolo II, del quale Zavattaro ha raccontato quasi per intero il pontificato. Nel suo racconto il giornalista ha voluto evidenziare il grande numero di santi e beati proclamati dal papa polacco. “Quando si recava in visita ad una comunità, talvolta ‘le lasciava’ un santo o un beato come esempio. Ricordo che in Papua Nuova Guinea beatificò un catechista e alla celebrazione erano presenti sua moglie e i suoi figli”.

Da conoscitore di lungo corso degli ambienti vaticani, Zavattaro ha anche rivelato ai presenti alcuni particolari poco noti, ad esempio riguardo alla rinuncia di Benedetto XVI; una scelta maturata, con ogni probabilità, già nel maggio 2012, quando fu interrotta l’alternanza dei gruppi di suore di clausura all’interno del monastero Mater Ecclesiae (attuale residenza del papa emerito, all’interno delle mura vaticane) e ne fu avviata la ristrutturazione. “I cronisti all’epoca non mancarono di notare questo fatto – racconta il vaticanista – Tuttavia non ci facemmo molto caso, pensando fosse dovuto semplicemente ad una struttura ormai datata”. A ciò si è aggiunta, in termini di curiosità soddisfatte, la conferma che papa Francesco era intenzionato a visitare l’Iraq (salvo poi essere stato dissuaso dai responsabili della sicurezza per ovvi motivi) e che probabilmente (questa è una personale certezza di Zavattaro) incontrerà alcuni profughi in fuga dall’ISIS nel corso del suo prossimo viaggio in Turchia.

L’incontro, scandito da numerose domande, si è chiuso con un lungo excursus del giornalista sul modo di raccontare i papi, dal frac prescritto ai giornalisti in vaticano sino ai tempi di Paolo VI, a qualche temerario che in tempi moderni si presenta nei Sacri Palazzi in maglietta, senza dimenticare annotazioni sui caratteri comunicativi dei diversi pontefici.

Al termine, non è mancata una lunga sessione di dediche per coloro i quali avevano acquistato il libro. Una lettura che ci sentiamo vivamente di consigliare.

L’OPS consiglia… eventi per i prossimi giorni

Se in questi giorni avete qualche serata libera che non sapete come trascorrere, ecco alcuni appuntamenti che potrebbero fare al caso vostro:

COSA

DOVE

QUANDO

Stile Francesco Effetto Bergoglio, incontro con l’autore, Fabio Zavattaro, vaticanista del TG1 Santuario Madonna di Fatima, Talsano 7 novembreOre 19.30
Cinegusto, rassegna di cibo e cinema Cinema-Bellarmino, Corso Italia 184 10 novembreOre 21.00
Noi ci proviamo & ABFO, scambio di libri, con possibilità di donarne a beneficio dei ragazzi del dormitorio ABFO (Associazione Benefica Fulvio Occhinegro), al rione Salinella. Via Pasquale Santilli 16 novembreOre 17.00

CittadinanzAttiva, riflessioni sul tema

CittadinanzAttiva

Come si può essere cittadini attivi nel 2014? Per riflettere su questo tema, oggi più centrale che mai, l’OPS ha organizzato un forum, con la presenza, in qualità di relatori, del presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, già ospite in occasione del forum sull’Europa, e di Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina.

La discussione è stata ricca di spunti, particolarmente sul rapporto fra cittadinanza attiva e nuove tecnologie. Il prof. Marescotti ha proposto una serie di idee su come, grazie ai moderni strumenti di condivisione dei file, oggi si possa dare vita a veri e propri gruppi di lavoro, che lavorino su documenti di vario genere, come comunicati stampa o testi normativi. Una possibilità in più per dar vita a un efficace controllo sull’attività istituzionale, che sfoci in concrete proposte di miglioramento, come avviene per i sistemi operativi open source. E questo è solo uno dei vantaggi apportati dall’informatica. Come ha sottolineato Fabio Matacchiera, a questo si aggiunge la grande cassa di risonanza che la rete assicura alle rimostranze dei cittadini. L’attivista, noto per i suoi video di denuncia dell’inquinamento nell’area di Taranto, ha ricordato come fosse molto più difficile, in passato, portare i problemi all’attenzione del grande pubblico, dovendo necessariamente passare attraverso i canali ufficiali di informazione; un rapporto con il giornalismo che si è ribaltato da quando strumenti come youtube permettono di comunicare direttamente con il grande pubblico. Parlando dei social network, Matacchiera ha affermato: “è come se mi fossi creato una piccola emittente televisiva, che poi non è nemmeno tanto piccola. Quando voi comprate un giornale, e dentro c’è la vostra notizia, quella notizia è stata pubblicata su ventimila copie; voi siete sicuri che tutte le ventimila persone hanno letto proprio quella notizia?” Una riflessione interessante su uno strumento che spesso, invece, come emerso dallo stesso dibattito, viene utilizzato piuttosto come valvola di sfogo di sentimenti personali.

L’impegno civico, espresso in queste ed altre maniere, non può, tuttavia, prescindere da un’autentica educazione alla politica, che deve essere realizzata principalmente nella scuola. Tornando alla relazione del prof. Marescotti, l’educazione alla cittadinanza attiva è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione già da diversi anni, e tuttavia quest’obbligo viene spesso disatteso in nome dei programmi da completare. Un destino che la lega alla vecchia educazione civica, dalla quale, tuttavia, si differenzia anche perché di competenza di tutti i docenti, ai quali spetta di collocare le competenze specifiche di ogni materia in relazione ai bisogni della comunità, realizzando quella che è stata definita come cittadinanza scientifica.

Si tratta di obiettivi indubbiamente ambiziosi, che, tuttavia, non vanno mai persi di vista nell’esercizio concreto della cittadinanza attiva.

Parte #NoiCiProviamo, all’insegna della cultura per tutti

#NoiCiProviamo

Ha mosso ufficialmente i primi passi domenica 4 maggio l’iniziativa #NoiCiProviamo, un progetto partito quasi per caso da un’idea di Marina Moretti, già autrice del blog Caratteri Contrari (www.carattericontrari.blogspot.it).

L’idea originaria era quella di un mercatino di scambio, accompagnato da letture di brani, ma in realtà lo scambio non è stato una regola inderogabile. Ai tavoli coperti di libri, sistemati causa pioggia sotto i portici accanto al sagrato della Santa Famiglia, non si sono avvicinate solo persone in cerca di letture impegnate, magari con qualche classico sottobraccio da scambiare, ma soprattutto semplici passanti, che si sono sentiti attratti dalle molte copertine pur non avendo niente da scambiare.

La frase “Volete un libro? Non si paga niente” è risuonata più volte sotto il porticato, suscitando reazioni diverse. In qualche caso la risposta è stata a dir poco scoraggiante: “Non è per i soldi, è proprio che non leggiamo”. Sincera, se non altro. In molti altri casi, però, anche persone che ammettono candidamente di non essere dei lettori modello si sono ugualmente avvicinate con piacere, magari facendosi consigliare sulla lettura più adatta alle proprie esigenze e alla propria indole.

Ma la soddisfazione più grande, probabilmente, è stata vedere un bambino avvicinarsi in bicicletta, per andare via con in mano un libro di Geronimo Stilton. Insomma, non solo letture impegnate e autori da antologia scolastica, ma anche racconti per ragazzi e, perché no, fumetti.

L’iniziativa ha anche costituito il pretesto, come spesso accade, per discutere un po’, ad esempio delle sorti della nostra politica e dell’utilità o meno di impegnarsi nei vecchi circoli di partito, senza dimenticare di esprimere pareri sulle imminenti consultazioni europee.

Questo insieme di cose ha portato molti degli avventori a chiedere quando sarà possibile replicare l’iniziativa. Il nuovo appuntamento con #NoiCiProviamo è stato fissato al 23 maggio prossimo, a partire dalle 18, sempre nei pressi della Santa Famiglia. Come sempre la partecipazione è aperta a tutti.