L’OPS consiglia… eventi per i prossimi giorni (dal 22 novembre)

COSA DOVE QUANDO
Natale in via Calamandrei, villaggio natalizio con il patrocinio dell’ACI. Fra le altre attrattive:

  • Mercatino natalizio
  • Babbo natale
  • Sport
  • Artisti di strada
Via Calamandrei(nei pressi della Concattedrale) Domenica 23 novembreOre 10.00 – 23.00
Premiata pasticceria Bellavista, spettacolo teatrale della compagnia Sipario AragoneseBiglietto intero: Euro 7,50

Biglietto ridotto: Euro 6,00

Teatro Padre TuroldoVia Laclos Domenica 23 novembreOre 19.00
Santa delle perseguitate, spettacolo teatrale sul tema della violenza sulle donne. In scena la storia di Santa, donna pugliese vittima di stalking. Per lei è in corso la causa di beatificazione.Biglietto: Euro 8,00 Auditorium TarentumVia Regina Elena, 122 24-25-26 novembreOre 21.00

Fabio Zavattaro racconta papa Francesco (e non solo…)

Che papa Francesco sia divenuto, ormai, un autentico fenomeno di costume è chiaro a tutti. Le sue parole sono quotidianamente su giornali, telegiornali, prime pagine dei siti web, ma soprattutto, sulla bocca di tutti. Risulta dunque interessante operare un’analisi del “fenomeno Francesco” e chi potrebbe farlo meglio di chi da più di un trentennio segue quotidianamente i papi nel loro ministero? No, non stiamo parlando di cardinali, vescovi o prelati di Curia; ma di un giornalista. Fabio Zavattaro segue i pontefici come vaticanista dal 1983, prima dalle colonne del quotidiano “l’Avvenire”, poi dai microfoni della Rai.

Nel suo ultimo libro, intitolato non a caso “Stile Bergoglio, Efetto Francesco”, Zavattaro cerca di raccontare come Jorge Mario Bergoglio stia cambiando la percezione che la gente ha del papa, cambiando ben poco di sé stesso e del suo modo di vivere il ministero episcopale.

Proprio per presentare questa opera, il vaticanista si è recato in visita al Santuario della Madonna di Fatima, a Talsano, dove si è tenuto il “libroforum” moderato dal parroco (e direttore di Nuovo Dialogo) don Emanuele Ferro.

Francesco si presentò come il papa venuto “quasi dalla fine del Mondo”, ma a ben vedere, Zavattaro ne è convinto, in termini di sfide pastorali l’America Latina è assolutamente centrale ai nostri tempi. E in quella prima uscita alla loggia delle Benedizioni sono individuabili altri elementi anticipatori di quella che poi sarebbe stata la condotta di Francesco sul soglio pontificio. Affacciato al celebre balcone accanto al neo-letto pontefice, infatti, si trovava il cardinale Agostino Vallini; non un porporato a caso, ma bensì il Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, colui che in vece del papa guida la Chiesa Capitolina; una scelta inconsueta e volta a sottolineare la volontà del pontefice di ridare centralità al suo ruolo di vescovo di Roma. Assieme a lui, accanto al papa, il cardinale Hummes, colui che sedeva accanto a Bergoglio nella Sistina e che, con il suo invito a non dimenticare i poveri, ispirò la scelta del nome al nuovo successore di Pietro, come raccontato dallo stesso pontefice all’indomani dell’elezione.

Non sono mancate domande da parte dei presenti, in particolare sulle innovazioni che il pontificato di papa Francesco potrebbe apportare. Sullo spinoso tema del celibato dei sacerdoti, dopo aver risolutamente negato che possa essere una soluzione al problema della pedofilia nel clero (“Sarebbe un insulto per le stesse donne”, ha chiosato don Emanuele), Zavattaro ha sottolineato che già al giorno d’oggi sono presenti nella Chiesa Cattolica sacerdoti legittimamente sposati. Accade, ad esempio, nelle Chiese greco-cattoliche, nelle quali il celibato resta, tuttavia, obbligatorio per i vescovi. Inoltre, in tempi recenti alcuni sacerdoti anglicani, sposati e con famiglie, hanno lasciato la Comunione Anglicana per riunirsi a Roma. Da qui a dire che avere sacerdoti sposati possa divenire la regola, però, passa molto…

Non poteva mancare, in questo incontro, sebbene dedicato a papa Bergoglio, un ricordo di Giovanni Paolo II, del quale Zavattaro ha raccontato quasi per intero il pontificato. Nel suo racconto il giornalista ha voluto evidenziare il grande numero di santi e beati proclamati dal papa polacco. “Quando si recava in visita ad una comunità, talvolta ‘le lasciava’ un santo o un beato come esempio. Ricordo che in Papua Nuova Guinea beatificò un catechista e alla celebrazione erano presenti sua moglie e i suoi figli”.

Da conoscitore di lungo corso degli ambienti vaticani, Zavattaro ha anche rivelato ai presenti alcuni particolari poco noti, ad esempio riguardo alla rinuncia di Benedetto XVI; una scelta maturata, con ogni probabilità, già nel maggio 2012, quando fu interrotta l’alternanza dei gruppi di suore di clausura all’interno del monastero Mater Ecclesiae (attuale residenza del papa emerito, all’interno delle mura vaticane) e ne fu avviata la ristrutturazione. “I cronisti all’epoca non mancarono di notare questo fatto – racconta il vaticanista – Tuttavia non ci facemmo molto caso, pensando fosse dovuto semplicemente ad una struttura ormai datata”. A ciò si è aggiunta, in termini di curiosità soddisfatte, la conferma che papa Francesco era intenzionato a visitare l’Iraq (salvo poi essere stato dissuaso dai responsabili della sicurezza per ovvi motivi) e che probabilmente (questa è una personale certezza di Zavattaro) incontrerà alcuni profughi in fuga dall’ISIS nel corso del suo prossimo viaggio in Turchia.

L’incontro, scandito da numerose domande, si è chiuso con un lungo excursus del giornalista sul modo di raccontare i papi, dal frac prescritto ai giornalisti in vaticano sino ai tempi di Paolo VI, a qualche temerario che in tempi moderni si presenta nei Sacri Palazzi in maglietta, senza dimenticare annotazioni sui caratteri comunicativi dei diversi pontefici.

Al termine, non è mancata una lunga sessione di dediche per coloro i quali avevano acquistato il libro. Una lettura che ci sentiamo vivamente di consigliare.

Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, una realtà tutta da scoprire

ABFO: UNA REALTÀ TUTTA DA SCOPRIRE, VANTO DEL QUARTIERE SALINELLA E DELLA CITTÀ TUTTA.

Di seguito potrete leggere l’intervista ad Andrea Occhinegro presidente dell’Associazione Benefica Fulvio Occhinegro, e al volontario Massimiliano Pagliara. Con poche risorse a loro disposizione ma armati di costanza, volontà e amore per il prossimo, questi, insieme ad altri giovani volontari, hanno dato vita ad un faro di carità nel quartiere Salinella.

1) ABFO Associazione Benefica Fulvio Occhinegro. Una delle realtà “belle” di Taranto. Nata nel 2005 e in prima linea per l’accoglienza dei più deboli e indifesi della città. Andrea, come è nata l’idea di occuparsi di questa realtà?

La nascita è legata ad un evento triste, la morte di mio padre, dopo la quale noi figli, insieme ad altri amici, fondammo quest’associazione dedicandola a lui. Partimmo da un evento luttuoso per trasformarlo in qualcosa di positivo, e la povertà è stato il nostro target. Fondamentalmente ci dedichiamo alla povertà del territorio. Se volessimo definire l’attività, quasi esclusiva dell’associazione, è quella dell’accoglienza e assistenza dei bisognosi, che siano famiglie, o persone senza fissa dimora, quelli sono i nostri campi principali. Ma non solo: quest’estate, per esempio, ci siamo dedicati anche all’aiuto ai migranti.

2) Com’è strutturata l’organizzazione sul territorio e quali sono i servizi offerti?

L’associazione possiede come unica sede operativa la ex scuola Archimede in via Lago di Montepulciano. L’organizzazione prevede l’accoglienza notturna di circa 50 persone senza fissa dimora, dalle ore 20.00 alle ore 8.00, a prescindere dall’accoglienza riservata agli extracomunitari. Abbiamo avuto periodi in cui il numero è calato, altri in cui è aumentato, ma ci attestiamo su queste medie. Parliamo dei senza fissa dimora abituali di Taranto, per i quali è prevista una cena,consistente in pasti provenienti dall’esterno attraverso una rete d’amicizia costituita da pizzerie e panifici, e in una colazione al mattino. Mentre altri servizi gratuiti come doccia, consegna di vestiario, assistenza sanitaria (alcune persone sono sprovviste anche del medico di famiglia),consulenze mediche e legali sono svolti dai volontari del centro di accoglienza notturna.

Poi ci sono servizi legati alle famiglie di Taranto, svolto attraverso la distribuzione di generi alimentari e tramite un consultorio con servizi psicologici, legali, e medici.

Non di meno offriamo anche occasioni di svago per i bambini, mediante una sala ludica, e occasioni per accrescere la propria formazione attraverso una nuova sala convegni recentemente sede di un corso di primo soccorso.

3) Massimiliano, cosa ti ha spinto a prendervi parte?

L’associazione l’ho conosciuta parecchia anni fa in maniera casuale, acquistando un paio di scarpe presso un negozio la cui titolare è una volontaria ABFO. Sia io che mia moglie siamo sempre stati portati per il sociale, pronti a dare, nel nostro piccolo, una mano alle persone che ne hanno bisogno. Ci siamo affacciati all’associazione ABFO e ci siamo accorti che realmente è un’associazione che si occupa di persone che hanno davvero bisogno. Col passare del tempo, con l’aiuto dei volontari -dico sempre che sono la nostra forza- e del presidente, abbiamo iniziato a seminare e grazie a Dio possiamo dire che oggi, grazie all’ABFO che per mia esperienza è un insieme di persone davvero disposte ad aiutare il prossimo, i primi risultati sul territorio iniziano a vedersi. E’ questo che mi spinge ancora oggi a far parte dell’associazione.

4) Andrea quali sono i fondi economici utilizzati dall’associazione?

E’ facile intuire che mantenere tutta questa “orchestra” non è semplice dal punto di vista economico, anche perchè siamo noi a provvedere alla manutenzione di eventuali guasti che,considerando una grandissima utenza, accadono giornalmente. Le fonti economiche della nostra associazione sono costituite dal 5×1000 con cui abbiamo 9000-10000 € l’anno, i quali nonostante siano una cifra importante non sono sufficienti a gestire tutto. Gli unici fondi pubblici provengono dal bando “Pronto Intervento Sociale” vinto dall’associazione qualche anno fa grazie al quale riusciamo a garantire alla città un intervento di natura sociale h24 ogni qualvolta i servizi civili del comune non sono disponibili (ad es. durante le festività, durante la notte, ecc…). Inoltre esiste una convenzione stipulata con la prefettura di Taranto, riguardante l’accoglienza degli extracomunitari, il cui termine è previsto entro il primo dicembre 2014 salvo proroghe. I fondi garantiti da tale convezione, i quali ufficialmente provengono da Roma, prevedono 27.50 €/giorno per ogni persona. Naturalmente solo una piccola quota di questa somma, pari a 2.50 €, viene percepita direttamente dagli extracomunitari, mentre il resto è desinato a tutte le cooperative e associazione, quali la caritas, aderenti alla convenzione e che devono garantire h24 tutta una serie di servizi. Ovviamente questi servizi offrono la possibilità di assumere delle persone ed è questo per me l’aspetto più importante. Difatti abbiamo potuto assumere 10-15 persone selezionate tra le famiglie povere che seguivamo, dando loro l’opportunità, per tre-quattro mesi, di ricevere un piccolo stipendio. Persone che fino al giorno prima non ricevevano nulla. Ecco come si è raggiunto un duplice scopo. Ma di fatto tutto questo è realizzato senza fondi pubblici (la convenzione con la prefettura riguarda solo l’accoglienza degli extracomunitari e non il centro di accoglienza notturno o l’assistenza alle famiglie, attività completamente gratuite). Lo dico perchè è un dato di fatto. E’ stata anche una nostra scelta quella di non ricevere fondi pubblici nonostante a livello comunale abbiano pensato che sarebbe stato giusto fornire dei contributi. Infatti facendolo gratis abbiamo la possibilità di dimostra che lo facciamo perchè lo vogliamo fare. Se ci fossero stati finanziamenti avremmo rischiato che tante altre associazione, non mosse dagli stessi fini, si sarebbero catapultate pur avere accesso a questo denaro. Basta girare su internet per farsi un’idea dei costi dei centri di accoglienza notturni come il nostro. Arrivano a costare mediamente intorno ai 500000-600000 €/anno, soldi che la città sta risparmiando.

5) Quest’estate vi ha visti protagonisti nell’emergenza immigrazione. Insieme a centinaia di volontari avete accolto queste famiglie e questi ragazzi. Come è stata strutturata l’assistenza?

Rispetto a tutte le altre strutture, come la Ricciardi o l’ex mercato del rione Tamburi, eravamo già organizzati, ed è stato un po’ più facile. Avendo dato alla Prefettura la disponibilità all’accoglienza anche di donne incinte e bambini piccoli, non abbiamo puntato sui grandi numeri, ma abbiamo cercato di garantire un certo livello di qualità, arrivandone ad ospitare 20-35 persone a differenza del grande numero di persone ospitate in altri luoghi. Senza dubbio la gestione di un così piccolo numero è stato anche più facile rispetto a tutti gli altri centri, ma non sono mancate le difficoltà avendo anche bambini di pochi mesi, nati durante il viaggio.

6) Quali altri difficoltà ci sono state?

Le donne incinte per esempio, alcune delle quali richiedevano di esser seguite attentamente dal punto di vista sanitario, con visite periodiche in ospedale, senza contare le donne che avevano minacce di aborto. Insomma, portare le gravidanze a termine non è stato semplice. In particolare ricordo il caso di una ragazza che ha partorito all’ospedale di Taranto, ma che per circa un mese è stata ospite di una nostra volontaria. Notizia che peraltro ha avuto anche risalto nazionale.

Nessuna difficoltà, invece, a collaborare con le autorità cittadine. Tranne per primi giorni in cui è scattata l’emergenza, il comune ha fornito la massima disponibilità, nonostante avessimo nostri medici e ci fossimo organizzati anche per il cibo.

7) Massimiliano, come valuteresti la risposta da parte degli abitanti del quartiere?

Molto positiva da tutti i punti di vista. Personalmente non me l’aspettavo. Le donne del quartiere che son venute per interessarsi di tutto ciò che era necessario, dal cibo all’abbigliamento, fino a prestarsi per svolgere attività varie. E col passare del tempo, c’è stata una risposta anche dei mariti venuti per chiedere se potevano essere d’aiuto all’interno della struttura e che tuttora proseguono a fornire beni presentandosi periodicamente nella struttura.

8) E la risposta da parte della Parrocchia?

Dalla parte del parroco don Pinuccio e della parrocchia Santa Famiglia c’è stata immediatamente la più completa disponibilità, soprattutto per quanto riguarda l’impianto sportivo messo a disposizione tutti i giorni per svolgere attività fisica, cosa molto gradita ai ragazzi, senza contare la disponibilità ai momenti di preghiera in struttura e la donazione di capi d’abbigliamento da parte dei parrocchiani. Importantissimi anche gli efficaci avvisi letti al termine delle messe, grazie ai quali la gente si recava a portare assistenza.

9) Andrea quali sono i progetti futuri dell’associazione?

Il nostro obiettivo sarà quello di ristrutturare meglio la sede con l’aggiunta anche di un ambulatorio medico di base entro Natale. Quando siamo entrati nel gennaio 2013, abbiamo trovato questa struttura comunale utilizzata dalla provincia come scuola, in condizione pessime: maniglie e serrature del tutto assenti, bagni che non esistevano. Il comune aiuta in minima parte intervenendo qualche volta nei lavori riguardanti il riscaldamento o l’impianto idraulico.

Inoltre vorremmo coinvolgere la parrocchia Santa Famiglia nelle attività svolte nel nostro consultorio. Se dovessero arrivare fondi europei per ristrutturare la struttura ben venga. Ma per adesso andiamo avanti così.

10) Andrea, secondo te è sostenibile questo tipo di accoglienza dedicata alle migliaia di extracomunitari diretti verso il nostro Paese?

Ti rispondo contro corrente: No, per quanto mi riguarda, il governo italiano ha fatto una serie di errori a mio avviso grossolani. A partire dalla scelta di Taranto, una città che ha già una crisi grandissima, come luogo in cui inviare migliaia di persone. Certo moltissime sono poi partite, però di fatto il governo italiano dovrebbe ricordarsi di Taranto per i problemi che ha, non solo perchè la considera strategica per il discorso industriale e per l’accoglienza degli immigrati. Ripeto, noi abbiamo dimostrato di aiutare e di voler aiutare in futuro gli immigrati poichè obiettivamente se sono persone bisognose noi siamo nati per aiutarli e li aiuteremo per tutta la vita. Però, che il governo italiano decida di riservare solo a due-tre città in Italia il compito di affrontare questa emergenza non è né corretto né giustificabile. Il problema è troppo grande per essere affrontato solo da pochissime città italiane. A mio parere, la soluzione ideale consisterebbe in un impegno da parte di tutte le città italiane, o come auspico il governo dovrebbe imporsi a livello europeo. Siccome no ha una forza tale da imporsi a livello europeo, l’Europa scarica l’Italia e quest’ultima fa queste scelte a mio avviso sbagliate . Purtroppo non credo di poter cambiare idea su questo fronte . Un conto è l’amore che noi abbiamo dimostrato non solo come associazione ma come città di Taranto, di cui dobbiamo essere orgogliosi.

11) Quale sarà il futuro delle persone ospitate nel dormitorio?

Lì ci sono problemi riguardo il loro inserimento sociale. Prima di ottenere la struttura del dormitorio seguivamo i senza fissa dimora per strada e onestamente i risultati erano estremamente ridotti (1 su 100 veniva reinserito). Fortunatamente ora la percentuale è in aumento. Grazie alla sede abbiamo seguito queste persone in una maniera più attenta e vicina rispetto al passato osservando diversi casi di persone che, prive di tutto e residenti presso la nostra struttura, si sono reinserite nella società mediante alcuni lavoretti. Tutto questo grazie all’aiuto degli amici, dei volontari e del presidente. Molte donne, ad esempio, assunte come badanti hanno avuto la possibilità di lasciare il dormitorio e trasferirsi in un piccolo appartamento in affitto. Oppure tanti ragazzi che si sono inseriti in un contesto lavorativo, come piccole ditte edili o aziende di pulizie, potendosi anche loro permettere dei piccolo appartamenti in affitto. Fra l’altro, molti di loro avevano dei diritti di cui ignoravano l’esistenza. Alcune persone avevano maturato la pensione, ma non ne erano a conoscenza ed erano costretti a vivere per strada da due o tre anni. Nel momento che le seguiamo tutti i gironi, l’aiuto non si limita al letto e a un pasto caldo. Questi sì sono aiuti importanti, ma rappresentano solo l’inizio. Standoli vicino si conoscono le loro storie e si fa di tutto per aiutarli.

12) Di cosa ha bisogno l’associazione in questo momento?

I generi alimentari a lunga conservazione sono sempre ben accetti. Purtroppo non diremo mai che è sufficiente quel che abbiamo.

Le tue idee per Taranto

Il Comune di Taranto chiama e la Salinella non risponde

Il Comune di Taranto decide di incontrare il quartiere Salinella ma sembra essere un urlo nel deserto.

Il 17 Ottobre 2014 presso l’auditorium Santa Famiglia si è tenuto l’incontro dal titolo “ Le tue idee per Taranto”.

Dal giorno 4 Luglio 2014 il Comune di Taranto ha deciso di incontrare gli abitanti di ogni singolo quartiere della città di Taranto. Il 17 Ottobre è toccato al quartiere salinella che puntualmente si è dimostrato non interessato verso queste iniziative.

In tutto questo però ci sono sempre le eccezioni che permettono di non far morire quella parola chimata speranza per un quartiere migliore. Stiamo parlando di alcuni giovani della parrocchia che presi per mano e guidati da alcuni moderatori hanno partecipato attivamente e portato a termine l’incontro.

L’incontro era diviso in varie fasi; nella prima fase ogni abitante doveva esporre le problematiche che secondo lui affliggono il quartiere. Nella seconda fase si doveva pensare a come risolvere queste problematiche. Nella terza fase invece si doveva pensare a quei servizi che mancano nel quartiere e nell’ultima fase pensare a come trovare le risorse per mettere in pratica le idee e le iniziative per rilanciare il quartiere.

L’intera platea si è attivata subito e da subito sono arrivati suggerimenti. Questi suggerimenti avvenivano attraverso dei post-it che ogni partecipante doveva dare al moderatore che con una grande capacità di sintesi doveva creare uno schema dove racchiudere tutti i suggerimenti.

Secondo voi quale fase è stata la più partecipata? Se avete risposto la prima allora avete passato almeno una giornata della vostra vita alla Salinella.

Il quartiere Salinella è un quartiere purtroppo lasciato a se stesso. Se il Comune potesse fare a meno di questo quartiere non ci penserebbe su due volte. I problemi sono svariati ma vorrei ricordarne un paio, i più “votati”; randagismo, mercato della domenica con relativa sporcizia, assenza delle forze dell’ordine per non dimenticare le buche nelle strade che sono ormai un pericolo costante e quotidiano per quei guidatori temerari che decidono di avventurarsi al quartiere salinella.

Nelle altre fasi si può immaginare soltanto quali siano state le idee proposte. Ad esempio per risolvere il problema del randagismo si potrebbe fare dei corsi per sensibilizzare la gente a sapersi relazionare con gli animali senza farsi prendere dalla paura, oppure creare un portale collegato alle forze dell’ordine dove segnalare in modo istantaneo tutto ciò che non va così da facilitare un pronto intervento nei giorni di maggiore confusione; idee che verranno poste all’attenzione degli organi competenti.

In tutto questo dov’erano gli abitanti della Salinella???? Ci si lamenta, ma poi quando c’è una possibilità se pur piccola di partecipazione preferiamo non sporcarci le mani.

Se vogliamo che il quartiere migliori allora dobbiamo essere noi i primi a volerlo a prescindere da chi amministra la cosa pubblica e denunciare ciò che non va bene, ciò che fa male alla nostra terra ed evidenziare tutte le potenzialità ed i pregi del quartiere e dei suoi abitanti.

Un quartiere che con le nostre idee e l’attiva partecipazione di tutte potrebbe essere di impulso per gli amministratori in modo tale da poter offrire, in un recente futuro, tanti di quei servizi che adesso non ci sono e che potrebbero migliorare la qualità della vita ed inculcare nell’animo di tutti un maggiore senso civico per il bene comune.

Oratorio Anspi Salinella

OPS, TORNA L’ORATORIO DELLA PARROCCHIA SANTA FAMIGLIA

Con il riprendere delle attività riprende anche l’oratorio. La comunità è chiamata a partecipare.

Arriva l’inverno con le sue tradizioni e il solito freddo. Come combattere questo freddo? FACILE vieni in Oratorio e la parola freddo si trasformerà in caldo asfissiante.

A te genitore che vai sempre di fretta e la domenica è il tuo unico giorno di riposo perchè non dedicare parte di questo tempo libero insieme a tuo figlio e alla tua famiglia accompagnandolo in parrocchia e incoraggiarlo nel gioco e nelle attività sportive.

Da quest’anno l’oratorio ospiterà tutti i ragazzi dai 6 ai 14 anni, il mercoledì pomeriggio dalle 18 alle 20 e la Domenica mattina subito dopo la messa delle 10:30 intorno alle 11:30 fino alle 12:30. Le attività saranno sempre svolte presso il centro socio sportivo parrocchiale (struttra adiacente alla parrocchia).

Le giornate sono state pensate in questo modo; il mercoledì i ragazzi seguiranno un percorso che li guiderà alla scoperta del mondo attraverso i metodi semplici ed educativi di un grande sacerdote e simbolo dell’oratorio; San Giovanni Bosco. La domenica invece è la giornata pensata per il gioco dove tutti I campi parrocchiali vengono aperti e non c’è nessun cancello chiuso. Ai ragazzi è data la possibilità di giocare a tutti gli sport che la struttura propone come ad esempio calcio, volley, basket, tennis, bocce e ballo. Ogni lunedì invece alle 19:30 si incontreranno tutte quelle persone, volontari che vogliono dare una mano per farsì che da due giorni si possa passare a tre, quattro, cinque giorni la settimana.

Se vi state chiedendo chi seguirà i vostri ragazzi non abbiate paura, perchè ci sono un gruppo di volontari tra cui mamme e giovani volenterosi che seguiti da Don Giuseppe Marino (Vice Parroco) renderanno queste giornate fredde, indimenticabili.

In conclusione, pensiamo che ad ogni ragazzo debba essere data la possibilità di esprimersi e socializzare e non c’è modo migliore per questo che incontrare nuovi amici e vivere attivamente nella propria comunità.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al Vice parroco Don Giuseppe Marino.

L’OPS consiglia… eventi per i prossimi giorni

Se in questi giorni avete qualche serata libera che non sapete come trascorrere, ecco alcuni appuntamenti che potrebbero fare al caso vostro:

COSA

DOVE

QUANDO

Stile Francesco Effetto Bergoglio, incontro con l’autore, Fabio Zavattaro, vaticanista del TG1 Santuario Madonna di Fatima, Talsano 7 novembreOre 19.30
Cinegusto, rassegna di cibo e cinema Cinema-Bellarmino, Corso Italia 184 10 novembreOre 21.00
Noi ci proviamo & ABFO, scambio di libri, con possibilità di donarne a beneficio dei ragazzi del dormitorio ABFO (Associazione Benefica Fulvio Occhinegro), al rione Salinella. Via Pasquale Santilli 16 novembreOre 17.00