Dal Giro d’Italia all’Ilva: quatto chiacchiere con Gionatan Scasciamacchia

Intervista a 360° a Gionatan Scasciamacchia, giovane Assessore del Comune di Taranto: quattro chiacchiere sul Giro, l’Ilva, la differenziata e la situazione delle periferie

 

1997-2014: dopo 17 anni torna il Giro d’Italia. Cosa significa, per la città di Taranto, la presenza di questo evento nazionale in un contesto sociale e politico macchiato dagli avvenimenti legati all’Ilva?

Il Giro d’Italia è stato un evento eccezionale perché ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini, ma soprattutto tante persona che hanno dimostrato quanto sia importante la collaborazione, perché senza la gente non avremmo mai potuto ottenere un risultato così importante. Ma vedere tante persone contente, studenti, ragazzi, bambini, vedere tutte queste persone felici ci ha fatto veramente un grande piacere, anche perché era un evento che mancava da Taranto da 17 anni. Abbiamo pensato alla partenza per due motivi: il primo per rendere questo atto più convenevole e creare un clima familiare, anche perché l’arrivo crea soltanto attesa e l’emozione dura pochissimi secondi; quindi alla fine il tempo è davvero minimo per godere questi pochi istanti; e la seconda è perché la partenza costa di meno rispetto all’arrivo (circa 30.000€ contro gli 80.000€ dell’arrivo, somme finanziate dalla Regione Puglia, tramite l’assessore Minervini, mentre per quanto riguarda gli eventi collaterali sono stati finanziati da Puglia Promozione). Quindi il costo comunitario è stato pari a zero, e abbiamo solo speso circa 300.000€ (precisamente 287.000€) per rifare il manto stradale, specialmente quello delle strade coinvolte nel Giro d’Italia.

Questi 287.000sono fondi stanziati dal Comune di Taranto oppure dalla Regione Puglia?

giro a tarantoIl capitale è stato prelevato dai fondi comunali, ma non abbiamo utilizzato ciò che era stato previsto per il rifacimento delle altre zone della città. Per il rifacimento del manto stradale, le nostre previsioni si aggirano intorno ai 1.500.000€, divisi in tre lotti, e questi 300.000 sono stati prelevati da altri capitoli di bilancio: quindi, non abbiamo tolto risorse ad altre parti della città. L’amministrazione comunale ha stabilito il percorso anche in base alle strade che dovevano essere ristrutturate e ripristinate per l’occasione, risparmiando ulteriori fondi e creando un tragitto ad hoc.

Giustifica ciò anche a fronte dello stato di abbandono delle strade periferiche? Ci sono piani per il rifacimento di queste?

Assolutamente si. Abbiamo suddiviso la città in tre parti: quartieri Paolo VI e Tamburi, zona Borgo-Salinella e San Vito-Lama-Talsano. Sono tre lotti distinti e separati: abbiamo fatto un progetto che possa ricoprire l’intero rifacimento del manto stradale di Taranto. Le strade percorse al Giro erano in pessime condizioni: basti pensare a Via Garibaldi che era assolutamente inguardabile oppure il cavalcavia della ferrovia, nei pressi del porto Mercantile. Uno dei criteri per la manutenzione stradale è proprio la quantificazione delle auto che percorrono queste strade, quindi maggiore è il flusso veicolare e maggiori sono le possibilità di realizzare queste opere. Meno strade vengono percorse e più bassa è la loro priorità.

Dopo la disfatta del Pattinodromo in occasione della festa di San Giuseppe, abbiamo appreso dalle varie testate che la struttura sarà ristrutturata con risorse comunali: ci può dare ulteriori informazioni? Quali sono le tempistiche per la manutenzione ordinaria dell’impianto ed i costi che il Comune stesso sosterrà?
20140313_154045Una delle condizioni più importanti è stata quella di cercare di modificare quel bando, anche perché nessuna aveva partecipato all’affidamento di quella struttura, e abbiamo rivisto attraverso una delibera di giunta le modalità di affidamento. Il Comune di Taranto provvederà a ripristinare le parti che sono state divelte. Prossimamente, avremo un incontro con tutti gli organi di competenza interessati per cercare di trovare una soluzione al problema del mercatino delle pulci, che è adiacente al pattinodromo. Dopo aver ripristinato il tutto, si darà avvio alle nuove pratiche per l’affidamento. Tempi stimati? Non più di due mesi, verso la fine dell’estate dobbiamo avere già tutto pronto visto che verso settembre inizia la nuova attività sportiva.

Per prevenire ulteriori atti vandalici, il Comune ha valutato delle azioni per garantire la sicurezza dell’impianto sportivo?

Per quanto riguarda la vigilanza e la sicurezza, non è soltanto compito del Comune risolvere queste problematiche: in questi casi, è chiamata in causa l’intera cittadinanza perché l’inciviltà di alcune persone danneggia sempre la propria città. Bisogna cambiare mentalità e modo di vivere, affinchè si possa instaurare un rapporto istituzioni-cittadino. C’è ancora tanto da lavorare per cambiare questo stato culturale, specialmente in un quartiere come la Salinella. Il pattinodromo è stato divelto da ragazzini che volevano utilizzare le travi per il falò di San Giuseppe, un gesto vile da parte loro. Una ditta si è aggiudicata la gara una ditta che provvederà a ripristinare sia il campo scuola che il pattinodromo.

Il senso civico potrebbe portare anche alla realizzazione della Cittadella dello Sport sulla base del progetto esposto dall’avv. Russo e Boldoni?

Il senso civico è una questione che deve esistere in tutti quanti noi, in tutta la città: anche il non buttare la semplice carta per terra deve rientrare nel DNA del cittadino tarantino perché deve vedere la città come la sua casa. La Cittadella dello Sport è un passo importante anche perché c’è un’attenzione da parte della città e di tutta la Taranto sportiva. E’ un percorso difficile ma non impossibile: potrebbe, sicuramente, diventare un bene ed un patrimonio per questa città.

Sarebbe significativo anche se venisse fatto in un territorio come il quartiere Salinella?

Assolutamente sì, è proprio questo il nostro obiettivo. Ci sono delle aree comunali abbastanza ampie e predisposte ad ospitare la Cittadella dello Sport, come la zona adiacente al Palafiom. Non possiamo, assolutamente, trascurare le strutture esistenti: sarebbe come edificare una cattedrale in un deserto.

Potremo vedere cambiamenti nel quartiere, nell’immediato futuro?

Lo spero vivamente, anche perché possiamo fare tutti gli eventi sportivi immaginabili, come il Giro d’Italia, tornei internazionali di tennis da tavolo, però se non lasciamo qualcosa di concreto alla città, sarà stato vano il nostro lavoro. Questa è la mia preoccupazione maggiore:  non poter realizzare queste strutture che abbiamo in serbo di realizzare, con l’amministrazione comunale. E’ un lavoro di squadra, non bisogna mai sbagliare nulla altrimenti si fanno solo passi indietro. Ognuno di noi della giunta e del consiglio comunale ha prefissato di realizzare qualcosa di concreto per la città: è necessario realizzare strutture di questo genere per lasciare qualcosa di concreto alle prossime generazioni ed alle prossime amministrazioni.

Recentemente, nel nostro quartiere, ha preso inizio la raccolta differenziata per quanto concerne i rifiuti organici su richiesta degli abitanti stessi: l’iniziativa ha preso piede solo nel nostro quartiere oppure ci sono state altre richieste nelle varie zone della città?

La raccolta differenziata l’abbiamo fatta partire con l’organico nella zona di via Lago d’Alimini: un passo importante, considerata l’assenza dei contenitori adibiti alla raccolta indifferenziata. Abbiamo messo questi cassonetti anche contro la volontà di alcuni cittadini: ognuno di loro possiede una chiave con cui poter aprire il cassonetto condominiale, in modo tale che nessuno possa andare a gettare qualche rifiuto che non sia tra quelli indicati dal contenitore.  E’ sicuramente un progetto che abbiamo intenzione di diffondere nell’intera città per rendere Taranto più vivibile. Molti rifiuti vengono anche lasciati la domenica durante il mercatino delle pulci: a breve si concluderà un bando per l’assegnazione dei posti ed attraverso le varie adesioni avremo un controllo più accurato dell’intera area.

Randagismo alla Salinella: cosa ne pensa?

Il randagismo è un fenomeno ormai diffuso,  che però trova a stento una soluzione. Qui dovrebbe intervenire l’autorità competente, l’ASL (Azienda Sanitaria Locale). Il problema è sempre lo stesso: carenza di strutture da adibire per l’accoglienza di questi cani. Non tralasciamo che questo fenomeno è comune a tutte le città d’Italia. Inoltre, le normative vengono cambiate frequentemente ed è eclatante il caso del canile a stabulazione di Paolo VI che, una volta aperto, è risultato essere fuori norma a causa di alcune leggi modificate durante la sua realizzazione.

Qual è il suo pensiero da cittadino in riferimento a ciò che sta succedendo in città riguardo il caso Ilva ed il rischio ambientale? Quali potrebbero essere le mosse comunali?

Il sindaco ha fatto tutte le procedure per evitare un aggravamento dell’inquinamento. Il Comune, purtroppo,  ha poco competenza in materia ambientale, tranne per alcune emergenze per le quali l’intervento deve essere autorizzato dagli organi competenti come l’Arpa. Quando questa afferma che tutto è in regola,  il Comune non può provvedere a nessun tipo ordinanza. Viceversa, il Comune è sempre intervenuto con richiami in modo tale che l’inquinamento dell’ILVA rientrasse nei limiti di legge. Il problema è risolvibile solo attraverso una riambientalizzazione, bonificando le varie aree. In questa condizione non si può continuare ad operare: di fronte alla grande disoccupazione, l’ambientalizzazione dovrebbe portare anche numerose risorse sul territorio, senza le quali non riusciremo a risolvere il problema lavoro.

Anche se queste aziende sono, per la maggior parte, del nord?

Confermo. Bisogna puntare sulla bonifica: è l’unica strada percorribile in questo momento. Far chiudere l’ILVA significherebbe aumentare il tasso di disoccupazione e creare, quindi, un ulteriore aggravamento della situazione lavorativa dei vari cittadini tarantini.

Intervista a cura di Christian Cesario e Francesco Moretti

Che forma ha l’amore?

Caro fratello,

ora ti racconto di quando ho avuto paura e di come, guardandoti negli occhi ho, smesso di farlo…

Sì, perchè tu e io ci siamo solo guardati.

Mi hai stretto la mano e mi hai detto: “Mi sei simpatica, mi fido di te… voglio raccontarti la mia storia”. E così, come un fiume in piena, hai iniziato a parlare, a raccontare, a ricordare…così … Hai esordito dicendo: “Sono partito ad ottobre, l’11 … è stato allora che ho salutato la mia famiglia! La fragilità che in questi giorni mi accompagna rendendomi tanto fragile questa sera l’ho messa da parte, perchè non aveva senso, o forse si. Ti racconto di come ho avuto paura, perchè quelle nostre mani che si sono intrecciate, so che presto si scioglieranno… ho paura perchè tutte le cose belle finiscono, anche se dopo quest’avventura non ci credo più molto a questa frase. Ho paura per ognuno di voi e prego ogni giorno perchè possiate avere un futuro degno di essere chiamato tale, perchè possiate trovare quella pace e serenità che ogni giorno chiedete, prego perchè possiate trovare tante brave persone sul vostro cammino. Poi però vi guardo. Guardo i vostri occhi, i vostri sorrisi, ascolto le vostre voci e smetto di avere paura…cari fratelli se mettiamo insieme le varie parti dei nostri cuori, alcuni più forti, altri più deboli… riusciremo a formarne uno solo… un grande cuore a forma di Africa, a forma di Amore … che poi l’Amore che forma ha? ha la forma di ognuno di NOI… noi che ormai siamo la stessa persona! Buona vita fratelli miei!”

 

Un cuore d’amore a forma di AFRICA

Quest’oggi vogliamo raccontarvi, tramite la testimonianza di una giovane ragazza dell’OPS – Osservatorio Permanente Salinella, Ylenia, l’emergenza profughi che, da circa un mese, vede coinvolti i volontari dei vari gruppi/associazioni parrocchiali in un’esperienza unica, fatta con amore, aiutando il prossimo in difficoltà.

 

Ciao a tutti… vorrei condividere con voi l’esperienza che io insieme ad altri ragazzi stiamo facendo da qui a un mese… un mese,un lungo mese…precisamente da quando sono iniziati gli sbarchi dei profughi al porto di Taranto…abbiamo iniziato a fare servizio come volontari alla palestra Ricciardi, proprio nei primissimi giorni di emergenza, situazione non molto semplice… famiglie intere,bambini, donne,uomini, anziani… tutti messi in una palestra, uno sopra l’altro, però TUTTI grati al Signore per il dono della vita, per il fatto di essere arrivati sani e salvi!!! Poi una sera Serena, una delle mie “compagne di viaggio”  mi chiama e mi dice: “Yle io vado al baby club (altra struttura adibita allo smistamento degli immigrati), che fai vieni anche tu?” io e l’inglese non eravamo molto amici, l’idea di avvicinarmi a dei ragazzi senza genitori, soli in una città che non conoscevano,mi destabilizzava… però mi sono buttata!!! Mi è bastato incrociare i loro sguardi, provare a conversare con loro aggiungendo ogni 3 parole: one moment( e correvo da Serena)… 24 lunghissimi giorni, tutti i giorni … non poteva finire la mia giornata senza incrociare il loro sguardo, senza poter ascoltare il suono della loro voce, senza poter giocare, ridere, scherzare e trascorrere del tempo con loro… tutti pensano “vado a dare una mano, vado a dare amore, vado a… NO loro mi hanno aiutato,loro mi stanno dando amore… ” Ho trovato dei fratelli,ho aperto loro le porte della mia casa, ho detto loro che sono parte della mia famiglia… si FAMIGLIA perchè non importa il colore della pelle,la religione, la lingua … si è fratelli quando si ha il cuore simile…mi dice sempre uno dei miei amici: forse il mio Dio e il tuo Dio volevano che ci incontrassimo.E poi: pregherò affinchè tu possa stare sempre bene, e possa stare con noi… poi le prime partenze,i primi distacchi … fino a domenica dove sono partiti 22 ragazzi… e allora ho capito che il mio cuore di ghiaccio si era sciolto del tutto(o quasi,non esageriamo adesso)…le lacrime, gli abbracci improvvisi… un tonfo al cuore… abbiamo pensato,buon viaggio fratelli ci rivedremo presto… 12 ore dopo la prima chiamata, uno dei più piccoli: “one moment curnù it’s ok …” allora ho capito che le cose non accadono per caso, che tutto questo non è solo un caso… certi incontri non possono passare inosservati, quante cose trovi mentre stai cercando altro … ci sentiamo con loro tutti i giorni, andremo presto a trovarli… e avevamo paura che questo amore non saremmo più riusciti a donarlo dopo quella partenza… e invece no !!! una parte del nostro cuore è partita con loro, e lunedì è tornata con l’arrivo di altri fratelli… abbiamo insegnato loro volare, 10 ragazze per me, agaciuff… ormai il nostro è UN CUORE A FORMA DI AFRICA, CHE STRABORDA D’AMORE … ora amici la stessa domanda che è stata fatta a me vorrei farla a voi: io questa sera vado al baby club, che fai vieni anche tu? BUONA GIORNATA A TUTTI!!!