CittadinanzAttiva, riflessioni sul tema

CittadinanzAttiva

Come si può essere cittadini attivi nel 2014? Per riflettere su questo tema, oggi più centrale che mai, l’OPS ha organizzato un forum, con la presenza, in qualità di relatori, del presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, già ospite in occasione del forum sull’Europa, e di Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina.

La discussione è stata ricca di spunti, particolarmente sul rapporto fra cittadinanza attiva e nuove tecnologie. Il prof. Marescotti ha proposto una serie di idee su come, grazie ai moderni strumenti di condivisione dei file, oggi si possa dare vita a veri e propri gruppi di lavoro, che lavorino su documenti di vario genere, come comunicati stampa o testi normativi. Una possibilità in più per dar vita a un efficace controllo sull’attività istituzionale, che sfoci in concrete proposte di miglioramento, come avviene per i sistemi operativi open source. E questo è solo uno dei vantaggi apportati dall’informatica. Come ha sottolineato Fabio Matacchiera, a questo si aggiunge la grande cassa di risonanza che la rete assicura alle rimostranze dei cittadini. L’attivista, noto per i suoi video di denuncia dell’inquinamento nell’area di Taranto, ha ricordato come fosse molto più difficile, in passato, portare i problemi all’attenzione del grande pubblico, dovendo necessariamente passare attraverso i canali ufficiali di informazione; un rapporto con il giornalismo che si è ribaltato da quando strumenti come youtube permettono di comunicare direttamente con il grande pubblico. Parlando dei social network, Matacchiera ha affermato: “è come se mi fossi creato una piccola emittente televisiva, che poi non è nemmeno tanto piccola. Quando voi comprate un giornale, e dentro c’è la vostra notizia, quella notizia è stata pubblicata su ventimila copie; voi siete sicuri che tutte le ventimila persone hanno letto proprio quella notizia?” Una riflessione interessante su uno strumento che spesso, invece, come emerso dallo stesso dibattito, viene utilizzato piuttosto come valvola di sfogo di sentimenti personali.

L’impegno civico, espresso in queste ed altre maniere, non può, tuttavia, prescindere da un’autentica educazione alla politica, che deve essere realizzata principalmente nella scuola. Tornando alla relazione del prof. Marescotti, l’educazione alla cittadinanza attiva è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione già da diversi anni, e tuttavia quest’obbligo viene spesso disatteso in nome dei programmi da completare. Un destino che la lega alla vecchia educazione civica, dalla quale, tuttavia, si differenzia anche perché di competenza di tutti i docenti, ai quali spetta di collocare le competenze specifiche di ogni materia in relazione ai bisogni della comunità, realizzando quella che è stata definita come cittadinanza scientifica.

Si tratta di obiettivi indubbiamente ambiziosi, che, tuttavia, non vanno mai persi di vista nell’esercizio concreto della cittadinanza attiva.

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