Forum “L’importanza della Cittadinanza Attiva”

CittadinanzAttiva

I ragazzi dell’OPS – Osservatorio Permanente Salinella, invitano tutti i giovani della città, ed in particolare quelli del territorio, all’incontro formativo da loro organizzato ed incentrato interamente sulla cittadinanza attiva.

Abbiamo invitato Alessandro Marescotti, Presidente dell’Associazione Peacelink, e Fabio Matacchiera, Presidente del Fondo Antidiossina Onlus Taranto: entrambi impegnati quotidianamente per la città di Taranto hanno con piacere accettato il nostro invito a raccontarci la loro esperienza e a confrontarsi con noi.

L’incontro si terrà il giorno 23 Maggio 2014 alle ore 19.30 (link all’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/281583232019641) presso l’auditorium della Parrocchia Santa Famiglia Taranto, in via Lago d’Albano (nei pressi dello Stadio Iacovone).

L’evento sarà inoltre trasmesso in diretta streaming sulla Web TV di Peacelink: http://www.livestream.com/peacelinkonair

Durante il forum saranno presenti anche i ragazzi di #NoiCiProviamo, con il loro banchetto per lo scambio di libri e letture ad alta voce (https://www.facebook.com/events/645309202215429).

I ragazzi dell’OPS

Parte #NoiCiProviamo, all’insegna della cultura per tutti

#NoiCiProviamo

Ha mosso ufficialmente i primi passi domenica 4 maggio l’iniziativa #NoiCiProviamo, un progetto partito quasi per caso da un’idea di Marina Moretti, già autrice del blog Caratteri Contrari (www.carattericontrari.blogspot.it).

L’idea originaria era quella di un mercatino di scambio, accompagnato da letture di brani, ma in realtà lo scambio non è stato una regola inderogabile. Ai tavoli coperti di libri, sistemati causa pioggia sotto i portici accanto al sagrato della Santa Famiglia, non si sono avvicinate solo persone in cerca di letture impegnate, magari con qualche classico sottobraccio da scambiare, ma soprattutto semplici passanti, che si sono sentiti attratti dalle molte copertine pur non avendo niente da scambiare.

La frase “Volete un libro? Non si paga niente” è risuonata più volte sotto il porticato, suscitando reazioni diverse. In qualche caso la risposta è stata a dir poco scoraggiante: “Non è per i soldi, è proprio che non leggiamo”. Sincera, se non altro. In molti altri casi, però, anche persone che ammettono candidamente di non essere dei lettori modello si sono ugualmente avvicinate con piacere, magari facendosi consigliare sulla lettura più adatta alle proprie esigenze e alla propria indole.

Ma la soddisfazione più grande, probabilmente, è stata vedere un bambino avvicinarsi in bicicletta, per andare via con in mano un libro di Geronimo Stilton. Insomma, non solo letture impegnate e autori da antologia scolastica, ma anche racconti per ragazzi e, perché no, fumetti.

L’iniziativa ha anche costituito il pretesto, come spesso accade, per discutere un po’, ad esempio delle sorti della nostra politica e dell’utilità o meno di impegnarsi nei vecchi circoli di partito, senza dimenticare di esprimere pareri sulle imminenti consultazioni europee.

Questo insieme di cose ha portato molti degli avventori a chiedere quando sarà possibile replicare l’iniziativa. Il nuovo appuntamento con #NoiCiProviamo è stato fissato al 23 maggio prossimo, a partire dalle 18, sempre nei pressi della Santa Famiglia. Come sempre la partecipazione è aperta a tutti.

Cosa resta del #1maggiotaranto

Foto Christian Cesario

1 maggio 2014 – Taranto
“E tu? Dove vai a ballare?”
“Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia” ci ha detto Caparezza. E più precisamente a Taranto. Infatti, a partire dallo scorso anno, grazie a un’iniziativa del “Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”, in occasione della festa del 1 maggio, la città dei due mari si riempie di vita. Un grandioso concerto autofinanziato da quest’associazione che rappresenta una grande opportunità per far sentire la voce di una terra sottomessa a ricatti e infamie, le quali troppo spesso passano inosservate agli occhi della nazione.
L’evento si è aperto alle ore 9:00 con un dibattito dal tema “Futuro? Ma quale futuro?”, durante il quale si è discusso dei problemi che asfissiano Taranto e si è cercato di esporre punti di vista e proporre soluzioni a questi ultimi.
Alle ore 14:30, invece, è iniziato il concerto vero e proprio, aperto da Caparezza sulle note di “Non me lo posso permettere”, “Vieni a ballare in Puglia” e “La fine di Gaia”, il quale si è protratto fino a tarda serata con le esibizioni di artisti tra cui Fiorella Mannoia, Fido Guido, i Sud Sound System, Afterhours, 99 posse, Tre Allegri Ragazzi Morti e il tarantino Diodato, intervallate da testimonianze di lavoratori e membri di associazioni provenienti da tutta Italia ( NO MUOS SICILIA, NO CARBONE BRINDISI, NO TAV, TERRA DEI FUOCHI..)

Che cosa è cambiato dopo il 1 maggio a Taranto???
Pensare che un concerto possa risolvere ogni problema è senza dubbio un errore, ma pensare che un evento del genere non possa risolvere nessun problema, forse, è un errore ancora più grave. Nei giorni seguenti la manifestazione, nonostante la grande partecipazione (sono stati stimati circa 100.000 presenti) e il successo che questa ha riscosso, attirando gente da ogni parte dell’Italia, non sono mancate le critiche; c’è chi ritiene che occasioni del genere non diventano altro che un pretesto, soprattutto per i giovani, per sballarsi e/o ubriacarsi.
Effettivamente, non sono mancati spiacevoli episodi durante il corso della giornata, ma sicuramente il senso del concerto non era questo. Ancora, c’è chi crede che un evento come questo non serva a niente e che ci sia bisogno di atti più concreti.
Prima degli atti concreti, però, deve essere costruito qualcos’altro, una base, un sostrato comune che possa poi portare all’azione. Prima degli atti servono la consapevolezza, la coscienza, l’informazione. E prima ancora di tutto questo serve un forte senso di appartenenza alla propria terra, un sentimento di orgoglio verso la propria città (e a Taranto purtroppo in molte persone manca!) che sia tale da permettere a tutti di dire: “Io voglio restare qui, non me ne voglio andare. Voglio fare qualcosa per rendere questo posto migliore. Voglio offrire i miei talenti alla mia terra. Voglio crescere qui, sposarmi qui, far nascere qui i miei figli e far conoscere loro tutte le bellezze e le risorse di questo posto”.
Dunque, probabilmente il primo fine di questo concerto era proprio quello di stimolare le coscienze, di far circolare idee, di cercare di unire tutti i cittadini, di innescare un campanello d’allarme che potesse suscitare una reazione e far nascere interesse nei confronti della complicata situazione in cui tergiversa la città.

Perché era importante esserci???
C’è uno slogan coniato a Taranto in occasione di una manifestazione contro l’inquinamento, che recita: “Io non delego, partecipo!”. Troppo spesso infatti, si è rimasti e si rimane passivi di fronte a eventi, manifestazioni e occasioni per far sentire la propria voce. È arrivato il tempo di dire “Io ci metto la faccia”, di rendersi protagonisti di quello che accade, di dare, ognuno secondo le proprie possibilità, un piccolo contributo alla nostra città affinchè qualcosa possa ribaltarsi. Ed è anche per questo, anzi, soprattutto per questo, che è nato l’OPS, l’Osservatorio Permanente Salinella. Alcuni giovani si sono sentiti stanchi di rimanere lì impalati a guardare il degrado e i problemi; hanno avvertito il bisogno di fare qualcosa, di cominciare a mettere in circolo idee e informazioni, da qualche parte. E hanno iniziato da qui, dalla periferia della città, da un quartiere abbandonato a sé stesso e troppo spesso ingiustamente denigrato.
Infondo, bisogna pur partire da qualcosa, di fronte a qualsiasi tipo di problema, e qui a Taranto si è giustamente deciso di partire dal 1 maggio, dalla festa del lavoro, dai diritti dei lavoratori, attraverso l’arte.

Grazie di cuore a tutti gli organizzatori di questa iniziativa per aver dato un’occasione in più, a tutti i tarantini, per amare la propria città.

 

Europa, così lontana e così vicina

Ansia, emozione, forse anche un po’ di timore. Queste, alcune delle sensazioni che albergavano, nell’animo dei ragazzi dell’OPS a pochi minuti dall’inizio del forum “EUROPA, così lontana e così vicina”, primo grande evento tenutosi, lo scorso 22 aprile nel Centro Socio Sportivo Parrocchiale. Un’occasione nella quale abbiamo avuto l’onore di ospitare come relatori Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink Taranto, e Antonia Battaglia, attivista Peacelink.

Nato dal desiderio di alcuni giovani della Parrocchia di confrontarsi con la realtà europea, spesso avvertita lontana dal loro vivere quotidiano, il forum ha avuto inizio con una breve introduzione da parte di Ivan Conte e Francesco Settembre, entrambi membri dell’OPS, seguita dall’intervento di Alessandro Marescotti. Professore di storia all’istituto tecnico Righi, descrive le motivazioni che portarono alla nascita di Peacelink, associazione di volontariato dell’informazione che dal 1992 offre un’alternativa ai messaggi proposti dai grandi gruppi editoriali e televisivi. Mediante una stretta collaborazione con associazioni di volontariato, insegnanti, educatori ed operatori sociali, Peacelink è a difesa dei diritti umani, della libertà dei popoli oppressi, dell’ambiente, della liberta d’espressione, promuovendo la legalità e la pace nelle diverse realtà mondiali.

Ed è a questo punto che i riflettori si accendono sull’Europa, regina dell’evento. Forte della sua esperienza, Marescotti sottolinea come sia sufficiente viaggiare per l’Europa per rendersi conto delle  grandi divergenze, sotto molti aspetti, che creano il distacco abissale tra l’Italia e il resto dei paesi europei, senza contare la “nostra” Taranto. Eppure, noi italiani siamo tra i padri fondatori dell’Europa, che oggi  appare così vicina e così lontana.

Con alle spalle esperienze internazionali sotto la guida delle Nazioni Unite,  la dott.sa Antonia Battaglia è subentrata al prof. Marescotti, delineando i principali organi istituzionali e le origini storiche dell’Unione Europea, nata sulle rovine della II Guerra Mondiale col fine di promuovere la concordia tra gli stati del vecchio continente mediante la cooperazione economica. Nel 1958 nasce così la Comunità Economica Europea (CEE), trasformatasi nel 1993 nell’Unione Europea, che ha visto intensificarsi maggiormente la cooperazione economica tra sei paesi: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Da allora, è stato creato un mercato unico, che continua a svilupparsi, per realizzare, appieno le sue potenzialità.

L’Europa funge quindi da cuscinetto tra gli stati per mantenere la pace, e da garante controllando che il principio di legalità venga rispettato ovunque al suo interno. E, qualora questo principio venga meno, come è avvenuto per l’acciaieria ILVA nella città di Taranto, l’Europa è chiamata ad intervenire mediante norme che i singoli stati sono obbligati ad osservare. Nonostante queste norme trovino rapida applicazioni in molti stati europei, in Italia sono soggetti a iter burocratici spesso lunghi e difficoltosi che ne impediscono la corretta attuazione; inoltre lo scarso interesse mostrato dai mezzi d’informazione nell’affrontare tematiche europee non fa altro che fomentare maggiormente il distacco tra i singoli cittadini e l’Europa; la scuola, non da meno, appare inadeguata e arretrata nel formare il cittadino del futuro, il cittadino europeo, malgrado la sovrabbondanza di norme europee. Il cittadino è lasciato solo nel compito di formarsi alla cosa pubblica. Viene meno, quindi, uno dei principi fondamentali del Trattato di Lisbona: la trasparenza e la democrazia.

Terminato il suo intervento, i partecipanti hanno rivolto alcune domande ai due ospiti, dando vita ad un vivace dibattito riguardante soprattutto il ruolo dell’Europa nella questione Ilva. In questo periodo di crisi delle istituzioni, l’Europa deve ritornare ad avere quella centralità e quell’importanza che merita. L’Europa deve diventare il punto di partenza e non il punto di arrivo.